Aggiornato a ottobre 2026
Anacapri è il secondo comune dell'isola di Capri: occupa la parte occidentale, più alta e più verde, ai piedi del Monte Solaro. Rispetto al centro di Capri, con la Piazzetta e le vie delle boutique, qui il ritmo è più lento: case bianche, vicoli pedonali, piccole piazze, orti e uliveti che scendono verso il mare. Sul suo territorio si trovano alcuni dei luoghi più visitati dell'isola, dalla Grotta Azzurra a Villa San Michele.
Questa guida si concentra sul versante ovest dell'isola. Per la Piazzetta, i Faraglioni, Villa Jovis, i Giardini di Augusto, i traghetti e le regole generali per muoversi a Capri leggi la nostra guida completa a Capri. Anacapri è anche una buona base per chi cerca un soggiorno più tranquillo e vuole camminare sui sentieri meno frequentati.
Da non perdere: la Grotta Azzurra (solo con il mare calmo), Villa San Michele di Axel Munthe, la seggiovia del Monte Solaro, la chiesa di San Michele con il pavimento in maiolica, la Casa Rossa, il Faro di Punta Carena al tramonto e il sentiero dei Fortini lungo la costa occidentale. Periodo migliore: maggio, giugno e settembre; per camminare anche aprile e ottobre. Prima di andare alla grotta controlla sempre se è aperta.
Il punto di riferimento è piazza Vittoria, dove arrivano gli autobus e parte la seggiovia. Da qui si entra nel centro storico lungo via Giuseppe Orlandi, la via principale, pedonale, con negozi di artigianato, sandali e limoncello, e si prosegue tra stradine e cortili fino alla piazza della chiesa di San Michele. Più in basso c'è il quartiere della Boffe, il nucleo più antico, con le case dalle tipiche cupolette. Il borgo si gira a piedi in poco tempo, ma conviene perdersi senza fretta.
Villa San Michele è la casa che il medico e scrittore svedese Axel Munthe fece costruire a fine Ottocento sopra la Scala Fenicia, in un luogo dove c'erano resti di epoca romana e una cappella dedicata a San Michele. Munthe la raccontò nel libro La storia di San Michele, che la rese famosa in tutto il mondo. Si visitano le stanze arredate, con reperti antichi e oggetti raccolti dal medico, e il giardino, con la lunga pergola e la sfinge egizia affacciata sul golfo di Napoli. La villa appartiene a una fondazione svedese ed è aperta con biglietto; nei mesi caldi ospita anche concerti e incontri culturali.
Il Monte Solaro è la cima più alta dell'isola. Da piazza Vittoria una seggiovia monoposto sale fino in vetta in pochi minuti, sopra giardini, vigne e terrazze: si viaggia seduti da soli, con le gambe sospese, ed è un'esperienza tranquilla ma poco adatta a chi soffre di vertigini. Dalla terrazza in cima si vedono i Faraglioni, la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana e, nelle giornate limpide, tutto il golfo fino al Vesuvio. Si può scendere a piedi lungo un sentiero che passa dall'eremo di Santa Maria a Cetrella, una piccola chiesa su uno sperone panoramico. La seggiovia ha orari stagionali e si ferma con il vento forte o per manutenzione.
La chiesa barocca di San Michele Arcangelo, di inizio Settecento, conserva uno dei tesori dell'isola: un grande pavimento in maiolica realizzato a metà del secolo da maestri riggiolari napoletani, che raffigura la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre in mezzo a una folla di animali reali e fantastici. Per proteggerlo non ci si cammina sopra: si osserva da una passerella lungo il perimetro e, per una visione d'insieme, dalla cantoria raggiungibile con una scaletta. L'ingresso è a pagamento.
La Casa Rossa, in via Orlandi, è riconoscibile da lontano per la facciata rosso pompeiano. Fu costruita a fine Ottocento da un colonnello americano, John Clay MacKowen, che inglobò una torre di difesa più antica e mescolò stili diversi. Oggi è uno spazio museale comunale: ospita una raccolta di dipinti dell'Ottocento e del primo Novecento dedicati all'isola e alcune statue romane recuperate sul fondale della Grotta Azzurra, testimonianza di quando la grotta era il ninfeo di una villa imperiale.
Prima della strada carrozzabile, Anacapri era collegata a Marina Grande solo dalla Scala Fenicia, una lunga scalinata scavata nella roccia che arriva proprio accanto a Villa San Michele: oggi la si percorre a piedi, meglio in discesa. Verso la Grotta Azzurra, sul pianoro di Damecuta, si trovano invece i resti di Villa Damecuta, una delle ville di epoca romana dell'isola, in un'area verde con una bella vista sul golfo.
La Grotta Azzurra si apre nella scogliera della costa nord-occidentale, nel territorio di Anacapri. La luce del sole entra soprattutto da un'ampia apertura sommersa e, filtrata dall'acqua, accende la cavità di un azzurro intenso, mentre gli oggetti immersi sembrano argentati. In epoca romana era un ninfeo legato alle ville imperiali; per secoli fu evitata dagli abitanti e la sua fama internazionale cominciò nel 1826, quando la visitarono lo scrittore tedesco August Kopisch e il pittore Ernst Fries, accompagnati da un pescatore dell'isola.
L'ingresso è un'apertura nella roccia molto bassa, poco sopra il livello del mare. Si entra solo con le piccole barche a remi dei barcaioli autorizzati: i passeggeri si sdraiano sul fondo della barca e il barcaiolo, tirando una catena fissata alla roccia, la fa scivolare dentro con un colpo deciso. All'imbarco si arriva in due modi:
La grotta è un sito del Ministero della Cultura: il biglietto d'ingresso si paga a parte rispetto alla barchetta e all'eventuale motoscafo. Orari e modalità sono pubblicati sulla scheda ufficiale della Grotta Azzurra.
Basta un po' di onda o l'alta marea perché l'apertura diventi impraticabile, e la grotta resta chiusa anche per più giorni di seguito, soprattutto in autunno e in inverno. Le chiusure si decidono spesso in giornata: se vai apposta, controlla le notizie la mattina stessa e tieni un piano alternativo, come il Monte Solaro o Villa San Michele. Al mattino presto il mare è di solito più calmo e le code in barca più corte; nelle ore centrali di luglio e agosto l'attesa sotto il sole può essere lunga.
Se ti interessano le grotte marine, sul sito trovi anche la Grotta Azzurra di Malta, con un accesso molto diverso.
All'estremità sud-occidentale dell'isola, il Faro di Punta Carena si alza sugli scogli a strapiombo sul mare aperto. È uno dei posti più amati per il bagno dagli scogli, con acqua profonda e limpida, e soprattutto per il tramonto, quando il sole scende proprio davanti alla punta. Ci si arriva con l'autobus da Anacapri o a piedi, lungo la strada che attraversa la zona agricola della Migliera e del Limmo.
Il sentiero dei Fortini segue la costa occidentale dalla zona della Grotta Azzurra fino al Faro di Punta Carena, tra macchia mediterranea, calette e scogliere. Prende il nome dai fortini (tra cui quelli di Orrico, della Mesola e del Pino) costruiti o rinforzati all'inizio dell'Ottocento, quando inglesi e francesi si contesero l'isola durante le guerre napoleoniche. Lungo il percorso pannelli in maiolica descrivono la flora e la storia dei luoghi. È un sentiero di saliscendi, senza ombra in molti tratti: servono scarpe da escursionismo, acqua e attenzione nelle ore calde. Puoi percorrerlo anche solo in parte e tornare con l'autobus dalla Grotta Azzurra o dal Faro. Alcuni tratti possono essere chiusi per frane o manutenzione: informati sul posto.
Altre passeggiate partono dal centro di Anacapri verso il Belvedere della Migliera, con vista sulla costa sud e sui Faraglioni, e verso Cetrella e il Monte Solaro. Se ami camminare sul mare, in Campania c'è anche il Sentiero degli Dei in Costiera Amalfitana.
Per arrivare ad Anacapri bisogna prima raggiungere l'isola di Capri: traghetti e aliscafi partono tutto l'anno da Napoli e da Sorrento e, nella bella stagione, anche da Positano, dalla Costiera Amalfitana e da Ischia. Tutte le corse arrivano a Marina Grande. Orari, contributo di sbarco e modi per raggiungere i porti di partenza sono spiegati nella guida a Capri; ricorda che con il mare mosso le corse possono essere cancellate.
Da Marina Grande ad Anacapri si sale con gli autobus di linea o in taxi, lungo la strada panoramica a tornanti; i più allenati possono salire a piedi dalla Scala Fenicia.
Per gran parte dell'anno i turisti non possono portare auto e moto sull'isola, e comunque non servono. Anacapri è collegata con autobus di linea a Capri, a Marina Grande, alla Grotta Azzurra e al Faro di Punta Carena: i mezzi sono piccoli e d'estate si formano code alle fermate, quindi conviene muoversi presto. Il centro storico è pedonale e le distanze sono brevi; per i luoghi più lontani ci sono i taxi. Il giro dell'isola in barca da Marina Grande permette di vedere dal mare anche la costa ovest e la Grotta Azzurra.
I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre: il mare è già caldo e la folla minore che in piena estate. In luglio e agosto Anacapri è comunque più tranquilla del centro di Capri, ma alla Grotta Azzurra e alla seggiovia le attese sono lunghe. Aprile e ottobre sono ideali per il sentiero dei Fortini e il Monte Solaro. In inverno molte strutture chiudono, i collegamenti via mare si riducono e la Grotta Azzurra chiude più spesso per il mare mosso. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a settembre.