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Chengdu e i panda: il Sichuan tra case da tè, il Buddha di Leshan e il monte Emei

Aggiornato a ottobre 2026

Un panda gigante che mangia bambù tra la vegetazione fitta, vicino a un ruscello

Chengdu è il capoluogo del Sichuan, la grande provincia del sud-ovest della Cina, ed è conosciuta in tutto il mondo come la città dei panda giganti. È una metropoli moderna, ma con un ritmo più rilassato di Pechino o Shanghai: la vita scorre nei parchi, nelle case da tè all'aperto e nei ristoranti, perché qui la cucina, famosa per il piccante e per il pepe di Sichuan che "addormenta" le labbra, è una cosa seria. Non a caso Chengdu è stata riconosciuta dall'UNESCO come città creativa della gastronomia.

La città è anche la base ideale per due mete patrimonio dell'umanità UNESCO, iscritte insieme: il Buddha gigante di Leshan, scolpito nella roccia alla confluenza di tre fiumi, e il monte Emei (Emei Shan), una delle quattro montagne sacre del buddhismo cinese. Con i treni veloci si raggiungono entrambi in poco tempo, e in tre o quattro giorni si mettono insieme città, panda e montagna.

In breve

Ideale per: chi ama gli animali, la cucina e una Cina meno frenetica, e per chi vuole unire città e natura. Da non perdere: i panda alla base di ricerca la mattina presto, una tazza di tè nel Parco del Popolo, i vicoli di Kuanzhai Xiangzi, lo spettacolo del cambio delle maschere dell'opera del Sichuan, l'hot pot, il Buddha di Leshan e l'alba sulla Vetta d'Oro del monte Emei. Periodo più piacevole: primavera e autunno. Tempo consigliato: due giorni per Chengdu, uno per Leshan, uno o due per Emei.

Cosa vedere e cosa fare

La base di ricerca e allevamento dei panda giganti

La Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding, a nord del centro, è il luogo più visitato della città. È un grande parco con boschetti di bambù, laghetti e recinti all'aperto dove vivono panda giganti di tutte le età, dai cuccioli agli adulti, e anche i panda rossi, più piccoli e simili a volpi. Il parco è stato ampliato negli ultimi anni e richiede almeno mezza giornata: ci si muove a piedi o con le navette interne.

Il consiglio più importante è arrivare all'apertura: i panda sono più attivi al mattino, quando mangiano il bambù, mentre nelle ore calde dormono o si ritirano nei locali al fresco. I biglietti sono nominativi e vanno prenotati online con il numero di passaporto, tramite i canali ufficiali: non ci sono biglietterie fisiche e nei periodi di festa i posti si esauriscono. Orari e modalità si trovano sul sito ufficiale della base; diffidate dei servizi a pagamento che promettono ingressi "veloci".

Le altre basi dei panda e Dujiangyan

Chi vuole vedere i panda in un ambiente più naturale e con meno folla può spingersi fuori città, verso le montagne dove vivono in libertà: i santuari del panda gigante del Sichuan sono patrimonio UNESCO. La meta più comoda è Dujiangyan, con la sua base dei panda (Panda Valley), che ha biglietti separati da quelli di Chengdu. A Dujiangyan si visita anche l'antico sistema di irrigazione che da oltre due millenni regola le acque del fiume Min, e poco lontano c'è il monte Qingcheng, montagna sacra del taoismo con templi tra i boschi: i due luoghi sono patrimonio UNESCO.

Le case da tè e il Parco del Popolo

Per capire Chengdu bisogna sedersi in una casa da tè. Nel Parco del Popolo (Renmin Gongyuan), in pieno centro, ci sono tavolini di bambù sotto gli alberi dove gli abitanti giocano a mahjong, chiacchierano e si fanno pulire le orecchie dagli ambulanti, un rito locale. Il tè si serve nella tazza con coperchio e l'acqua viene rabboccata di continuo.

Kuanzhai Xiangzi e Jinli

Kuanzhai Xiangzi, i "vicoli larghi e stretti", sono tre stradine parallele di case a corte restaurate, con negozi, caffè e locali dove assaggiare gli snack del Sichuan. Accanto al tempio di Wuhou, dedicato allo stratega Zhuge Liang e agli eroi dei Tre Regni, c'è Jinli, un'antica via ricostruita con lanterne rosse e bancarelle, che si anima la sera.

Templi, opera e archeologia

Il monastero di Wenshu è il principale tempio buddhista della città, con cortili silenziosi e una casa da tè frequentata dai fedeli. La sera molti teatri propongono spettacoli di opera del Sichuan con acrobazie, musica e il bian lian, il "cambio delle maschere", in cui gli attori cambiano il volto dipinto in un istante. Per l'archeologia ci sono il museo del sito di Jinsha, in città, con gli ori di un antico regno, e più a nord il museo di Sanxingdui, con le misteriose maschere di bronzo dagli occhi sporgenti.

Il Buddha gigante di Leshan

A sud di Chengdu, a Leshan, un enorme Buddha seduto è stato scolpito nella parete rossa di una collina, affacciato sulla confluenza dei fiumi Min, Dadu e Qingyi. Fu realizzato in epoca Tang, nel corso di diversi decenni, per proteggere i barcaioli dalle correnti pericolose, ed è tra le più grandi statue di Buddha in pietra del mondo. Lo si visita in due modi: a piedi, salendo all'altezza della testa e poi scendendo fino ai piedi lungo una ripida scalinata scavata nella roccia, oppure dal fiume, con i battelli che passano davanti alla statua e permettono di vederla per intero.

La scalinata è stretta e nei giorni di punta le code possono durare ore: arrivate all'apertura, evitate i fine settimana e le feste cinesi e, se avete poco tempo, scegliete il battello. La statua è periodicamente sottoposta a lavori di restauro, durante i quali alcune parti possono essere coperte da impalcature o alcuni percorsi chiusi: verificate prima di partire.

Il monte Emei

Il monte Emei (Emei Shan) è una delle quattro montagne sacre del buddhismo cinese, legata al bodhisattva Puxian (Samantabhadra). I suoi versanti boscosi sono punteggiati di monasteri, alcuni molto antichi, collegati da sentieri di pietra e scalinate. Ai piedi della montagna si trova il monastero di Baoguo, punto di partenza tradizionale; più in alto si incontrano il monastero di Wannian e i padiglioni immersi nella foresta.

In cima c'è la Vetta d'Oro (Jinding), con i templi e la grande statua dorata di Puxian a dieci teste, seduta su elefanti. All'alba, con il tempo buono, si vede il mare di nuvole sotto di sé e, nelle giornate più limpide, le montagne innevate a ovest; a volte si forma la "luce di Buddha", un alone colorato sulle nuvole. Dal 2021 è stata riaperta ai visitatori anche la cima più alta, il Wanfo Ding, chiusa per molti anni.

La salita completa a piedi richiede due o più giorni ed è faticosa, per i tanti gradini. La maggior parte dei visitatori usa invece gli autobus del parco fino alla zona di Leidongping e poi la funivia per la Vetta d'Oro; un'altra funivia sale da Wannian. Un buon compromesso è salire con i mezzi e scendere a piedi un tratto del sentiero.

Le scimmie del monte Emei

Lungo i sentieri vivono i macachi tibetani, specie protetta in Cina, abituati ai turisti e spesso aggressivi quando cercano cibo. È vietato dar loro da mangiare, toccarle o provocarle: tenete il cibo nello zaino chiuso e mantenete la distanza. Le regole sono applicate con rigore: nel maggio 2026 la direzione del parco ha vietato per tre anni l'ingresso a un turista che aveva spintonato una scimmia.

Cosa mangiare

La cucina del Sichuan è una delle grandi cucine regionali cinesi, basata sul mala, l'unione del piccante del peperoncino e dell'effetto pizzicante del pepe di Sichuan. Il piatto simbolo è l'hot pot, la pentola di brodo bollente al centro del tavolo in cui si cuociono carne, verdure e tofu; si può chiedere la pentola divisa, con metà brodo non piccante. Da provare anche il mapo tofu, il pollo kung pao, i noodles dan dan e gli spiedini chuan chuan. Chi non regge il piccante può chiedere piatti poco speziati.

Come arrivare

Chengdu ha due aeroporti internazionali: lo storico Shuangliu, a sud-ovest, e il nuovo Tianfu, più lontano a sud-est, entrambi collegati al centro dalla metropolitana. Dall'Italia si arriva con uno scalo o, in alcuni periodi, con voli diretti: compagnie e frequenze cambiano spesso, verificatele quando prenotate. Chengdu è anche un nodo della rete dei treni ad alta velocità, con collegamenti verso Chongqing, Xi'an, Pechino, Shanghai e il sud. Da qui partono molti voli per Lhasa e il Tibet e per lo Yunnan.

Come muoversi

In città la metropolitana è moderna, estesa e segnalata in inglese, e arriva anche vicino alla base dei panda; per gli ultimi tratti si usano taxi o auto chiamate con le app, mostrando l'indirizzo scritto in cinese.

Per Leshan e il monte Emei ci sono treni veloci dalle stazioni di Chengdu verso le stazioni di Leshan ed Emeishan; dalle stazioni si prosegue con autobus locali o taxi fino al Buddha e al monastero di Baoguo. Un itinerario comodo è Leshan in giornata e poi Emei con una notte sulla montagna o ai suoi piedi. I biglietti del treno si comprano con il passaporto sull'app ufficiale 12306 o con le app di viaggio, con anticipo nei fine settimana. Sul monte Emei ci si sposta con gli autobus interni del parco, le funivie e a piedi.

Quando andare

Il periodo migliore è la primavera, da marzo a maggio, e l'autunno, da settembre a novembre, con temperature miti (vedi dove andare ad aprile e dove andare a ottobre). L'estate è calda, umida e piovosa, e i panda restano a lungo al chiuso; sul monte Emei fa invece fresco. L'inverno a Chengdu è grigio e umido, mentre sulla Vetta d'Oro può nevicare e i sentieri gelano. Il cielo è spesso coperto: per l'alba sul monte Emei tenete un giorno di margine.

Evitate se possibile il Capodanno cinese, la Golden Week di inizio ottobre e i primi giorni di maggio, quando la base dei panda, Leshan ed Emei sono presi d'assalto e biglietti e treni si esauriscono.

Dove dormire

Consigli pratici

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