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Lussino e Cherso (Lošinj e Cres): cosa vedere nelle isole del Quarnaro

Aggiornato a ottobre 2026

Il porticciolo di Veli Lošinj (Lussingrande), case colorate affacciate sulla piccola insenatura con barche di legno ormeggiate e il campanile della chiesa, colline verdi alle spalle

Cherso (in croato Cres) e Lussino (Lošinj) sono due isole del golfo del Quarnaro, in Croazia, a sud-est dell'Istria. In origine formavano un'unica isola: le separa un canale stretto, scavato già in epoca romana, a Ossero (Osor), dove oggi un ponte girevole le collega. Cherso è lunga, montuosa e poco abitata; Lussino è più piccola, coperta di pinete, e vive soprattutto di turismo.

Per secoli le isole furono sotto Venezia, fino al 1797; poi passarono all'Austria, all'Italia dopo la prima guerra mondiale e alla Jugoslavia nel 1947. Dopo la seconda guerra mondiale gran parte della popolazione italiana lasciò le isole, nell'ambito dell'esodo istriano-dalmata. Per vedere le cose principali servono almeno tre o quattro giorni; per Cherso, che si gira solo in auto, conviene aggiungerne qualcuno.

In breve

Da non perdere: il Museo dell'Apoxyomenos a Lussinpiccolo, il porto di Lussingrande, le pinete di Čikat, il ponte girevole e il borgo di Ossero, la città di Cherso, il villaggio di Lubenice sulla rupe e il centro per i grifoni a Beli. In barca si raggiungono Sansego (Susak) e Ilovik. Periodo migliore: da maggio a settembre. A luglio e agosto c'è molta gente e i traghetti hanno code lunghe.

Cosa vedere a Lussino (Lošinj)

Lussinpiccolo (Mali Lošinj)

Lussinpiccolo (Mali Lošinj) è il centro principale delle due isole. La città si allunga intorno a un porto profondo e riparato, chiuso tra le colline. Nell'Ottocento visse il suo periodo d'oro con la navigazione a vela: nel 1868 aveva undici cantieri e una delle flotte mercantili più grandi dell'Adriatico. Lungo la riva ci sono le case dei capitani e la chiesa della Natività di Maria. Alla fine dell'Ottocento, grazie al clima mite, il governo di Vienna dichiarò la città stazione climatica (1892): fu l'inizio del turismo sull'isola.

Il Museo dell'Apoxyomenos

Il museo più importante dell'isola è dedicato a una sola opera: l'Apoxyomenos, una statua greca in bronzo alta poco meno di due metri. Raffigura un atleta che si pulisce il corpo dopo la gara con lo strigile. La statua fu scoperta nel 1996 da un sub belga sul fondo del mare, a circa 45 metri di profondità, tra Lussino e l'isolotto di Vele Orjule. Fu recuperata il 27 aprile 1999 e restaurata per anni a Zagabria; prima di tornare sull'isola fu esposta anche al Louvre e al British Museum.

Gli studiosi la datano al II-I secolo a.C. e la collegano a un modello della scuola di Lisippo. Il museo ha aperto nel 2016 nel palazzo Kvarner, sulla riva di Lussinpiccolo, con un percorso interno bianco che porta fino alla statua.

Lussingrande (Veli Lošinj)

A pochi chilometri da Lussinpiccolo c'è Lussingrande (Veli Lošinj), che nonostante il nome è oggi il paese più piccolo. Le case colorate si affacciano su un'insenatura stretta, piena di barche. Sul porto sorge la grande chiesa di Sant'Antonio abate: l'edificio attuale fu costruito a partire dal 1774 e conserva dipinti e altari di maestri italiani, tra le collezioni d'arte più ricche delle isole del Quarnaro. Vicino al porto c'è una torre difensiva del Quattrocento, costruita contro i pirati. A breve distanza si trova il piccolo villaggio di pescatori di Rovenska.

Plavi svijet e i delfini

Sulla riva di Lussingrande ha sede l'istituto Plavi svijet (Mondo blu), che studia i tursiopi, i delfini che vivono intorno a Lussino e Cherso: si stima che siano circa duecento. Le ricerche sono iniziate nel 1987 e oggi è una delle comunità di delfini più studiate del Mediterraneo. Nel centro di educazione marina, aperto nel 2003, ci sono mostre e presentazioni multimediali sui delfini e sulla vita del mare, e si spiega come il rumore dei motori delle barche li disturba. Il 1° luglio si festeggia la Giornata dei delfini. I mammiferi marini in Croazia sono protetti per legge: se li incontri in barca, non avvicinarti e non inseguirli.

La baia di Čikat e le pinete

A ovest di Lussinpiccolo, oltre la collina, c'è la baia di Čikat. Le pinete di pino d'Aleppo che la circondano non sono naturali: furono piantate alla fine dell'Ottocento da una società locale guidata dal naturalista Ambroz Haračić, che studiò per anni il clima dell'isola. Oggi è un parco forestale con passeggiate all'ombra, spiagge, scogli e il lungomare che arriva fino alla città. Un'altra baia frequentata è Sunčana uvala, più a sud.

Sansego (Susak) e Ilovik

Sansego (Susak) è un'isola piccola e bassa, diversa da tutte le altre del Quarnaro: è coperta da uno spesso strato di sabbia fine, portata dal vento in tempi antichi. Ha spiagge sabbiose e un tempo era coltivata in gran parte a vite. Gli abitanti parlano un dialetto proprio e le donne hanno un costume tradizionale con la gonna corta a più strati. Negli anni Sessanta molti emigrarono negli Stati Uniti, soprattutto a Hoboken, nel New Jersey, e oggi in paese vivono poche persone.

Ilovik è l'isola abitata più a sud dell'arcipelago ed è chiamata «isola dei fiori» per gli oleandri e i giardini. Di fronte, oltre un canale stretto, c'è l'isolotto di Sveti Petar, con il cimitero del paese e i resti di un monastero e di fortificazioni. Le due isole si raggiungono con i battelli di linea e con le escursioni in barca che partono da Lussinpiccolo.

Cosa vedere a Cherso (Cres)

Ossero (Osor) e il ponte girevole

Ossero (Osor) oggi è un borgo minuscolo, ma nell'antichità era la città più importante delle isole: si chiamava Apsoros ed era un porto sulla rotta dell'Adriatico. Fu a lungo sede di vescovo; la cattedrale dell'Assunta fu costruita tra il 1463 e il 1497. Con la malaria e il declino, il centro del potere passò alla città di Cherso. Nelle piazze ci sono sculture di Ivan Meštrović e di altri artisti. D'estate si tengono le Serate musicali di Ossero (Osorske glazbene večeri), un festival di musica classica nato circa cinquant'anni fa: nel 2026 si è svolta la 51ª edizione, con concerti anche nell'ex cattedrale.

Il ponte girevole attraversa il canale (Kavuada), largo pochi metri. Di solito si apre due volte al giorno, la mattina e il pomeriggio, per far passare le barche a vela: in quei momenti il traffico sull'unica strada tra le due isole si ferma. Gli orari di apertura possono cambiare: se devi prendere un traghetto, tienine conto.

La città di Cherso e le mura veneziane

La città di Cherso (Cres) è in fondo a una baia profonda, a metà dell'isola. Nel Cinquecento la città fu cinta di mura, torri e porte: gran parte delle mura fu abbattuta tra fine Ottocento e il secondo dopoguerra, ma restano la torre rotonda sulla collina, alcuni tratti di muro e tre porte. In piazza c'è la loggia comunale, dove si tenevano consigli, processi e mercato. Il palazzo Arsan ospita il Museo civico; davanti c'è la statua di Francesco Patrizi (Frane Petrić, 1529-1597), filosofo del Rinascimento nato a Cherso. Da vedere anche la chiesa di Santa Maria Maggiore, della fine del Quattrocento.

Lubenice, il borgo sulla rupe

Lubenice è un piccolo villaggio di pietra costruito sul bordo di una rupe, a circa 378 metri sopra il mare, sulla costa occidentale di Cherso. È un insediamento molto antico, forse abitato già quattromila anni fa, con resti di mura e due porte. Ha diverse chiesette, tra cui quella di Sant'Antonio eremita, del primo Quattrocento. D'estate, dal 1989, nella piazzetta si tengono le Serate musicali di Lubenice.

Sotto il paese c'è la spiaggia di ciottoli di Sveti Ivan, una delle più belle dell'isola. Si raggiunge a piedi con un sentiero ripido: la risalita è faticosa. Porta acqua ed evita le ore più calde.

Beli e i grifoni

Nel nord dell'isola, la zona chiamata Tramontana (Tramuntana) è coperta di boschi, con sentieri per escursioni a piedi e in bicicletta. Beli è un antico villaggio su una collina sopra il mare: al posto dell'abitato c'era l'insediamento romano di Caput Insulae, «la testa dell'isola». Sotto la collina c'è una piccola baia con una spiaggia di ciottoli.

Le scogliere di Cherso e delle isole vicine sono uno degli ultimi luoghi della Croazia dove nidifica il grifone, un grande avvoltoio con un'apertura alare che può arrivare a quasi tre metri. A Beli, nell'ex scuola, c'è il Centro visitatori e di recupero per i grifoni, gestito dall'ente regionale per la natura Priroda: ha una mostra sui grifoni e sulla vita della Tramontana e cura gli uccelli feriti prima di liberarli. Anni fa si era parlato di trasferirlo, ma a ottobre 2026 è ancora a Beli. L'orario cambia con le stagioni e d'inverno il centro chiude prima: verificalo prima di andare. In barca, d'estate, non avvicinarti alle scogliere dei nidi e non fare rumore: i giovani grifoni ancora inesperti possono spaventarsi e cadere in mare.

Il lago di Vrana

Al centro di Cherso c'è il lago di Vrana (Vransko jezero), un lago di acqua dolce profondo fino a 74 metri: la superficie è poco sopra il livello del mare, il fondo molto al di sotto. È la riserva d'acqua potabile di Cherso e di Lussino. Per questo il lago è strettamente protetto: è vietato fare il bagno e anche avvicinarsi alle rive. Si può vederlo dall'alto, dalla strada e dal villaggio di Vrana.

Mare e spiagge

Lussino e Cherso hanno soprattutto spiagge di ciottoli e scogli, con acqua molto limpida. A Lussino le più comode sono nelle baie di Čikat e di Sunčana uvala, all'ombra delle pinete; a Cherso le baie della costa occidentale, come Sveti Ivan sotto Lubenice. Per la sabbia bisogna andare a Sansego. Per scoprire altre zone leggi la guida al mare della Croazia.

Cosa mangiare

La cucina è quella del Quarnaro: pesce, crostacei, olio d'oliva ed erbe aromatiche. Per conoscere gli altri piatti leggi la guida alla cucina croata.

Come arrivare

In traghetto: le due isole si raggiungono in auto con i traghetti della compagnia statale Jadrolinija. Dall'Istria, la linea più usata va da Brestova, sulla costa a sud di Opatija, a Porozina, nel nord di Cherso: la traversata dura circa venti minuti. Da Porozina alla città di Cherso ci sono circa 25 km, fino a Lussinpiccolo circa 80. Dall'isola di Krk, collegata alla terraferma da un ponte, parte il traghetto da Valbiska a Merag, sulla costa orientale di Cherso. In estate si formano code: arriva presto al porto.

In catamarano: da Rijeka c'è una linea giornaliera tutto l'anno per soli passeggeri che tocca Cherso, Martinšćica, Unije, Sansego, Ilovik e Lussinpiccolo. In estate ci sono state anche linee da Pola e da Zara, e collegamenti stagionali dall'Italia, per esempio da Trieste. Linee e orari cambiano ogni stagione: verificali prima di partire.

In aereo: Lussino ha un piccolo aeroporto a circa 6 km da Lussinpiccolo, adatto ad aerei leggeri, con voli soprattutto turistici e privati. Per i voli di linea gli aeroporti più comodi sono Rijeka (sull'isola di Krk), Pola e Trieste.

Come muoversi

Una sola strada attraversa le due isole da nord a sud e passa sul ponte girevole di Ossero. Per Cherso serve l'auto o lo scooter: i paesi sono lontani tra loro e le strade sono strette e con molte curve. Gli autobus collegano i centri principali, con poche corse fuori stagione. A Lussino si va a piedi o in bicicletta lungo il mare tra Lussinpiccolo e Čikat. Dal porto di Lussinpiccolo partono i battelli per Sansego, Ilovik e le altre isole.

Quando andare

I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre: mare già o ancora caldo, meno traffico ai traghetti, temperature buone per camminare a Cherso. Luglio e agosto sono i mesi delle serate musicali di Ossero e Lubenice, ma anche del caldo e della folla. In ottobre le isole sono tranquille; d'inverno molti servizi chiudono e i collegamenti si riducono.

Dove dormire

Consigli pratici

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