Aggiornato a ottobre 2026
Goa è il più piccolo Stato dell'India, una striscia di costa sul Mar Arabico tra le colline dei Ghati occidentali e il mare. Per oltre quattro secoli, dal 1510 al 1961, è stata un possedimento portoghese, e lo si vede ancora ovunque: nelle chiese bianche tra le risaie, nelle case coloniali dai colori vivaci, nei cognomi, nella cucina e in una popolazione in buona parte cattolica che convive con quella induista.
Per molti viaggiatori Goa significa soprattutto spiagge: lunghe distese di sabbia a sud, calette e scogliere a nord, la stagione dei capanni sulla sabbia e i tramonti sul mare. Ma vale la pena dedicare almeno un giorno alla storia, tra le grandi chiese di Old Goa, patrimonio dell'umanità UNESCO, e i vicoli della capitale Panaji, e uno all'interno verde, tra piantagioni di spezie, templi e la cascata di Dudhsagar.
Ideale per: mare e relax, storia coloniale, cucina, una pausa al termine di un viaggio in India. Da non perdere: la Basilica del Bom Jesus e la Sé Cattedrale a Old Goa, il quartiere di Fontainhas a Panaji, le spiagge di Palolem e Agonda a sud e di Vagator e Arambol a nord, il Forte Aguada, un mercato serale e la cascata di Dudhsagar. Tempo consigliato: almeno quattro o cinque giorni, di più se volete solo riposare. Periodo migliore: da novembre a marzo. Da sapere: Goa ha due aeroporti, Mopa a nord e Dabolim al centro-sud, e regole severe contro l'alcol e il disordine in spiaggia fuori dalle aree consentite.
A pochi chilometri da Panaji, sulla riva del fiume Mandovi, Old Goa fu la capitale dell'India portoghese, una città ricca e popolosa poi abbandonata per le epidemie. Oggi restano, in mezzo al verde, le chiese e i conventi che l'UNESCO ha riconosciuto come patrimonio dell'umanità nel 1986. Il monumento più famoso è la Basilica del Bom Jesus, con la facciata in laterite rossa senza intonaco e un interno barocco ricco di altari dorati: custodisce le spoglie di San Francesco Saverio, il missionario gesuita patrono di Goa, in un mausoleo di marmo. Le reliquie vengono esposte ai fedeli solo in occasione dell'ostensione solenne che si tiene circa ogni dieci anni (l'ultima tra novembre 2024 e gennaio 2025); la festa del santo, a inizio dicembre, richiama comunque moltissimi pellegrini.
Di fronte alla Basilica si allarga il prato su cui si affaccia la Sé Cattedrale, dedicata a Santa Caterina: è una delle chiese più grandi dell'Asia, con una facciata bianca e un interno imponente. Accanto ci sono la chiesa di San Francesco d'Assisi, con gli interni dipinti, e il Museo archeologico gestito dall'Archaeological Survey of India, con i ritratti dei viceré portoghesi. Poco più in là ci sono la chiesa di San Gaetano e i resti della torre di Sant'Agostino. Le chiese sono luoghi di culto: entrate con spalle e ginocchia coperte e rispettate le funzioni. Orari e aperture possono cambiare per lavori di restauro o celebrazioni, verificateli sul posto.
Panaji (o Panjim), la capitale dello Stato, è una cittadina tranquilla sulla foce del Mandovi. Il suo simbolo è la chiesa dell'Immacolata Concezione, bianca, in cima a una scenografica scalinata. Alle sue spalle si sale verso Fontainhas, il quartiere latino: vicoli stretti, case portoghesi dipinte di giallo, blu e verde, balconi in ferro battuto, azulejos con i nomi delle vie e piccole cappelle. Si visita a piedi, meglio al mattino o nel tardo pomeriggio. Lungo il fiume si passeggia la sera e partono le crociere al tramonto.
Il nord di Goa è la parte più vivace. Calangute, Baga e Candolim sono le spiagge più frequentate e costruite, piene di capanni, sport acquatici e locali. Più a nord il paesaggio cambia: Anjuna, la storica meta degli hippy negli anni Sessanta e Settanta, alterna sabbia e scogli rossi; Vagator ha piccole baie sotto le scogliere, dominate dal Forte di Chapora. Ancora più su, verso il confine con il Maharashtra, Morjim, Ashwem e Mandrem sono più tranquille, mentre Arambol conserva un'atmosfera alternativa, con corsi di yoga e musica sulla spiaggia al tramonto. A Morjim le tartarughe marine depongono le uova sulla sabbia: rispettate le aree delimitate.
Il sud è più disteso e verde. Colva e Benaulim fanno parte di una lunghissima spiaggia di sabbia chiara che continua verso Varca e Cavelossim, frequentata anche dalle famiglie indiane. Più a sud, nella zona di Canacona, si trovano le spiagge più belle: Palolem, una baia a mezzaluna orlata di palme, con il mare calmo nella stagione secca e capanne di legno sulla sabbia; la vicina Patnem, più quieta; e Agonda, lunga e poco costruita, anch'essa zona di nidificazione delle tartarughe. Da Palolem si raggiungono in barca piccole calette vicine.
I portoghesi difesero la costa con una serie di fortezze. Il Forte Aguada, all'estremità sud di Candolim, sorveglia la foce del Mandovi: si visitano i bastioni, la cisterna e il vecchio faro, con una bella vista sul mare. Il Forte di Chapora, sopra Vagator, è in rovina ma molto suggestivo: si sale a piedi per un sentiero e dalle mura si vedono il fiume Chapora, i pescherecci e le spiagge del nord, soprattutto al tramonto.
Nell'entroterra, attorno a Ponda, diverse piantagioni di spezie accolgono i visitatori con passeggiate guidate tra pepe, cardamomo, cannella, noce moscata, vaniglia e piante di anacardo, spesso con un pranzo goano tradizionale. La stessa zona conserva i principali templi induisti di Goa, come quelli di Mangueshi e di Shanta Durga, ricostruiti all'interno quando i portoghesi distrussero quelli della costa: hanno torri a più piani e lampade votive in pietra, e si visitano con abiti coprenti e senza scarpe.
Al confine con il Karnataka, nella riserva di Bhagwan Mahavir, il fiume Mandovi precipita a più salti lungo una parete di roccia nella giungla: è la cascata di Dudhsagar, il "mare di latte", attraversata a metà altezza da un ponte ferroviario. Il periodo più spettacolare è subito dopo il monsone. Le visite si fanno solo con le jeep autorizzate dal Dipartimento forestale, che partono da Collem: per la stagione 2025-2026 le prenotazioni passano dal portale della Goa Tourism Development Corporation, il numero di accessi giornalieri è limitato, il giubbotto salvagente è obbligatorio vicino all'acqua, plastica e alcol sono vietati e le uscite vengono sospese in caso di allerta meteo. Durante il monsone il percorso resta chiuso. Camminare lungo i binari per raggiungere la cascata è vietato e pericoloso. Verificate la stagione e le regole aggiornate prima di andare.
Il mercato più famoso è quello delle pulci di Anjuna, nato ai tempi degli hippy e che si tiene tradizionalmente il mercoledì nella stagione secca, con bancarelle di tessuti, gioielli e artigianato da tutta l'India. Nella zona di Arpora e Baga si tengono mercati notturni del sabato, con musica e cibo di strada. Più autentici sono i mercati cittadini: quello di Mapusa, molto animato il venerdì, e quelli di Panaji e di Margao, con pesce, spezie, frutta e salsicce goane. Giorni e stagioni dei mercati turistici possono cambiare: chiedete sul posto. Contrattare è normale.
La cucina goana unisce sapori indiani e portoghesi. Il piatto di tutti i giorni è il fish curry rice, curry di pesce al cocco con riso. Da provare il vindaloo, piccante e all'aceto, lo xacuti con cocco tostato e spezie, il pollo o il pesce cafreal con salsa verde, i gamberi e il pesce alla griglia dei capanni sulla spiaggia, le salsicce goane e, come dolce, la bebinca, torta a strati di cocco e uova. Il distillato locale è il feni, di anacardo o di cocco.
Goa ha due aeroporti. Il Manohar International Airport di Mopa, nel nord, aperto nel 2023, è il più comodo per le spiagge del nord e negli ultimi anni ha attirato molte compagnie. L'aeroporto di Dabolim, vicino a Vasco da Gama, è più comodo per il sud e per Panaji; a gennaio 2026 il governo indiano ha confermato che resterà pienamente operativo per i voli civili. Controllate bene su quale dei due atterra il vostro volo, perché sono lontani tra loro. Dall'Italia non ci sono voli diretti: si arriva con scalo nel Golfo o in una grande città indiana come Mumbai o Delhi. Compagnie e rotte cambiano spesso, verificatele quando prenotate.
In treno, Goa è sulla linea costiera che collega Mumbai al Kerala, molto panoramica: le stazioni principali sono Madgaon (Margao) per il sud, Thivim per il nord e Karmali, vicina a Old Goa e Panaji. I biglietti si prenotano sul sito ufficiale delle ferrovie indiane IRCTC, con anticipo nei mesi di alta stagione.
Goa è piccola, ma i trasporti pubblici sono limitati. Gli autobus della compagnia statale Kadamba e quelli privati collegano le città principali (Panaji, Mapusa, Margao, Vasco) e da lì i villaggi della costa, lenti ma economici. I taxi si prenotano tramite le app o si contrattano prima di salire; esistono anche i tradizionali moto-taxi. Molti viaggiatori noleggiano uno scooter: serve la patente internazionale, il casco è obbligatorio e il traffico, di notte, può essere pericoloso. Per spostamenti lunghi tra nord e sud conviene un'auto con autista.
La stagione migliore va da novembre a marzo, con giornate di sole, mare calmo e temperature piacevoli (vedi dove andare a novembre, a gennaio e a febbraio). Il periodo di Natale e Capodanno è il più affollato e caro, con molte feste (vedi dove andare a dicembre e dove andare a Capodanno); tra febbraio e marzo si festeggia il Carnevale, in primavera la festa induista di Shigmo. Aprile e maggio sono molto caldi e umidi. Da giugno a settembre arriva il monsone: piogge forti, mare agitato e spesso vietato alla balneazione, molti capanni chiusi, ma colline verdissime e cascate al massimo. Ottobre è un mese di passaggio, con le strutture che riaprono.