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Rabat: la capitale del Marocco, la Kasbah degli Oudaya e Salé sull'altra riva

Aggiornato a ottobre 2026

Le mura color ocra della Kasbah degli Oudaya a Rabat sulla foce del fiume Bouregreg, con le case bianche e azzurre e l'oceano Atlantico sullo sfondo

Rabat è la capitale del Marocco, sede del re e del governo, affacciata sull'Atlantico alla foce del fiume Bouregreg. Dal 2012 è nel Patrimonio mondiale UNESCO come "capitale moderna e città storica": un riconoscimento che non riguarda un singolo monumento ma l'insieme della città, dalle mura e dalle porte almohadi del XII secolo alla medina e alla kasbah, fino alla città nuova costruita durante il protettorato francese a partire dal 1912, con i suoi viali, gli edifici amministrativi e i giardini.

Rispetto a Marrakech o Fes è una città più tranquilla, ordinata e verde, dove si cammina senza la pressione dei venditori. In due o tre giorni si vedono la Kasbah degli Oudaya, la Torre Hassan con il Mausoleo di Mohammed V, le rovine di Chellah e la medina, e si attraversa il fiume per visitare Salé, la città gemella, più popolare e meno turistica. Rabat è anche una tappa comoda tra il nord del paese e Casablanca, grazie ai treni veloci.

In breve

Ideale per: chi vuole una città marocchina rilassata, monumenti importanti senza troppa folla, musei e passeggiate sul mare. Da vedere: la Kasbah degli Oudaya e il giardino andaluso, la Torre Hassan e il Mausoleo di Mohammed V, la necropoli di Chellah, la medina, la città nuova e le porte almohadi, il museo di arte moderna, la medina di Salé. Periodo più piacevole: primavera e autunno; l'estate è mite grazie all'oceano, l'inverno può essere piovoso.

Cosa vedere e cosa fare

La Kasbah degli Oudaya

La Kasbah degli Oudaya è la cittadella fortificata che domina la foce del Bouregreg, nel punto in cui il fiume incontra l'oceano. Le sue origini risalgono all'epoca almohade e si entra dalla monumentale porta di Bab Oudaya, scolpita in pietra. All'interno le stradine sono strette, silenziose e dipinte di bianco e azzurro, e portano fino a una terrazza panoramica sul fiume, sulla spiaggia e su Salé. Nella parte bassa c'è il giardino andaluso, con aranci e piante fiorite, e accanto lo storico caffè affacciato sul fiume, riaperto nel 2021 dopo un restauro. L'antico palazzo all'interno della kasbah ospita oggi il Museo nazionale della parure, dedicato ai gioielli e agli ornamenti marocchini, aperto tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023 dalla Fondazione nazionale dei musei.

La Torre Hassan e il Mausoleo di Mohammed V

La Torre Hassan è il minareto incompiuto di una grande moschea che il sultano almohade Yaqub al-Mansur fece iniziare alla fine del XII secolo e che avrebbe dovuto essere tra le più grandi del mondo islamico. Alla morte del sultano i lavori si fermarono: restano la torre di pietra rosata, rimasta a metà, e una distesa di colonne sulla spianata dove doveva sorgere la sala di preghiera. Di fronte, sullo stesso piazzale, sorge il Mausoleo di Mohammed V, il re dell'indipendenza, dove riposano anche i figli Hassan II e il principe Moulay Abdallah. È un edificio di marmo bianco con il tetto di tegole verdi, sorvegliato da guardie reali in alta uniforme, anche a cavallo all'ingresso. All'interno si guarda la sala delle tombe da una balconata: si entra con un abbigliamento rispettoso e in silenzio.

La necropoli di Chellah

Alla periferia sud della città, oltre le mura, Chellah è uno dei luoghi più suggestivi di Rabat. Qui sorgeva la città romana di Sala, di cui restano il foro, le terme e le tracce delle strade; sopra le rovine i sultani merinidi costruirono nel XIV secolo una necropoli, con una moschea, una piccola madrasa e le tombe reali, circondata da mura e da una porta monumentale. Oggi il sito è un giardino di rovine invaso dalla vegetazione, dove nidificano decine di cicogne bianche, ben visibili soprattutto in primavera. Tra il 2019 e gli anni successivi la madrasa merinide e la necropoli sono state restaurate, anche con il contributo della Cooperazione italiana. L'ingresso è a pagamento: orari e biglietti vanno verificati prima della visita.

La medina di Rabat

La medina di Rabat è più piccola e lineare di quelle di Fes o Marrakech, ed è per questo facile da girare. Molte delle sue case e moschee risalgono al XVII secolo, quando qui si stabilirono i moriscos espulsi dalla Spagna, che diedero vita con Salé a una piccola repubblica marinara nota per i suoi corsari. Le vie principali sono piene di negozi di stoffe, babbucce, spezie e oggetti per la casa, frequentati soprattutto dagli abitanti; la rue des Consuls, dove un tempo vivevano i consoli stranieri, è quella più dedicata all'artigianato e ai tappeti. Dalla medina si sale facilmente alla kasbah.

La città nuova e le mura almohadi

La città nuova, progettata sotto il protettorato francese, è parte integrante del sito UNESCO. Il viale Mohammed V, con il parlamento e gli edifici in stile art déco e neomoresco, porta verso la cattedrale di Saint-Pierre e verso le mura almohadi, che chiudono la città con porte monumentali come Bab er-Rouah, la più elaborata, dove talvolta si tengono mostre. Il quartiere comprende anche il palazzo reale, che si vede solo dall'esterno, e il Jardin d'Essais, un grande giardino botanico creato nel periodo coloniale.

I musei

Il Museo Mohammed VI di arte moderna e contemporanea, aperto nel 2014 nella città nuova, è stato il primo grande museo del paese costruito secondo standard internazionali e ospita una collezione di artisti marocchini dal Novecento a oggi, oltre a mostre temporanee. Sempre nella città nuova c'è il museo archeologico, con i bronzi dei siti romani come Volubilis, vicino a Meknes. Le mostre in corso sono segnalate sul sito del turismo di Rabat.

La valle del Bouregreg e la Torre Mohammed VI

Le rive del Bouregreg, tra Rabat e Salé, sono state trasformate negli ultimi anni con un lungofiume, la marina e nuovi edifici pubblici, tra cui il grande teatro dalle forme sinuose progettato dallo studio di Zaha Hadid. Nell'aprile 2026 è stata inaugurata la Torre Mohammed VI, alta 250 metri, il grattacielo più alto del Marocco, visibile da gran parte della città. L'edificio prevede un osservatorio panoramico, ma le modalità di accesso per i visitatori vanno verificate. Al tramonto la passeggiata lungo il fiume è uno dei momenti più piacevoli della giornata.

Salé, la città gemella

Sull'altra sponda del fiume, Salé è una città antica e molto più tradizionale di Rabat, poco battuta dai turisti. Il suo monumento più bello è la madrasa merinide, fondata verso il 1333 dal sultano Abu al-Hasan, con un cortile decorato di legno intagliato, stucchi e piastrelle, e una terrazza da cui si vede la medina. Accanto sorge la Grande Moschea, con un imponente minareto; come tutte le moschee del Marocco, salvo eccezioni, non è aperta ai non musulmani, e nel 2025 risultava chiusa per lavori di restauro. Salé è nota anche per la processione dei ceri, che si svolge ogni anno per la festa della nascita del Profeta. Si raggiunge in tram, in taxi o, quando il servizio è attivo, con le barchette che attraversano il fiume.

Come arrivare

L'aeroporto di Rabat-Salé ha voli da diverse città europee, anche dall'Italia, soprattutto con compagnie low cost e con frequenze che cambiano in base alla stagione; nell'estate 2026 era prevista l'entrata in servizio di un nuovo terminal, quindi verificate da dove si parte. In alternativa si vola su Casablanca, il principale aeroporto del paese, e si prosegue in treno. Rabat ha due stazioni principali, Rabat Ville in centro e Rabat Agdal, servite dai treni dell'ONCF: il treno ad alta velocità Al Boraq collega Rabat con Kenitra e Tangeri a nord e con Casablanca a sud, mentre i treni ordinari proseguono verso Meknes, Fes e Marrakech.

Come muoversi

Il centro, la medina e la kasbah si girano a piedi. Il tram, con due linee, collega Rabat e Salé attraverso il ponte sul Bouregreg ed è il modo più semplice per passare da una città all'altra. I piccoli taxi blu sono numerosi ed economici: chiedete di accendere il tassametro. Per Chellah e il Mausoleo bastano una camminata o una breve corsa in taxi dal centro.

Quando andare

Rabat ha un clima atlantico, mite tutto l'anno. Primavera e autunno sono i periodi migliori per camminare e visitare i giardini; in primavera, a Chellah, le cicogne sono nel pieno della nidificazione. L'estate è meno calda che nell'interno, anche se umida, mentre l'inverno porta giornate piovose e fresche. Durante il Ramadan i ritmi cambiano e alcuni servizi riducono gli orari. Per altre idee di stagione ci sono le guide su dove andare ad aprile e dove andare a ottobre.

Dove dormire

Consigli pratici

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