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Briançon e Serre Chevalier: la città fortificata di Vauban e i colli delle Alpi

Aggiornato a ottobre 2026

Una cittadella fortificata con mura e tetti antichi su uno sperone roccioso, con montagne autunnali sullo sfondo

Briançon si trova nel dipartimento delle Alte Alpi (Hautes-Alpes), in Francia, a pochi chilometri dal confine italiano. A circa 1.300 metri di quota, è considerata la città più alta di Francia. La sua parte antica, la Cité Vauban, è chiusa da bastioni e dominata da una corona di forti costruiti tra Sei e Settecento per difendere il passaggio delle Alpi: per questo le sue fortificazioni fanno parte del sito UNESCO delle opere di Vauban.

Ai piedi della città si apre la valle della Guisane con il comprensorio di Serre Chevalier, uno dei più grandi delle Alpi del sud, mentre a pochi tornanti c'è il colle del Monginevro, porta verso la Val di Susa. D'estate Briançon diventa la base per salire ai colli del Galibier e dell'Izoard, mete celebri per i ciclisti, e per camminare nel Parco nazionale degli Écrins. Dall'Italia si raggiunge facilmente, anche senza auto.

In breve

Da non perdere: la Cité Vauban con la Grande Rue e la Grande Gargouille, il ponte d'Asfeld sulla Durance, i forti che circondano la città, lo sci a Serre Chevalier e al Monginevro, i colli del Galibier, del Lautaret e dell'Izoard, aperti solo nella bella stagione. Periodo migliore: da dicembre a marzo per lo sci, da fine giugno a settembre per escursioni e colli. Dall'Italia ci si arriva dal Monginevro, in auto o in autobus dalla stazione di Oulx.

Cosa vedere a Briançon e dintorni

La Cité Vauban

La città alta, sullo sperone roccioso che domina la confluenza dei torrenti, è stata ridisegnata alla fine del Seicento dall'ingegnere militare di Luigi XIV, Sébastien Le Prestre de Vauban. Ci si entra a piedi dalle antiche porte, tra cui la Porte de Pignerol, e si cammina in un labirinto di vicoli in pendenza, scalinate e case alte e strette dai colori pastello. Dalla piazza d'Armi e dai bastioni lo sguardo spazia sulle montagne intorno. Nel punto più alto si trova la collegiata di Notre-Dame-et-Saint-Nicolas, con le due torri campanarie. All'interno delle mura ci sono anche polveriere e caserme, alcune visitabili con le visite guidate.

La Grande Rue e la Grande Gargouille

La via principale della città alta è la Grande Rue, ripida e animata da botteghe e locali. Al centro della strada scorre un canale d'acqua a cielo aperto, la Grande Gargouille, che un tempo serviva come riserva contro gli incendi e per la pulizia della città. È il simbolo più riconoscibile di Briançon e accompagna la discesa fino alla parte bassa della cittadella.

Il ponte d'Asfeld

Uscendo dalla città alta verso est si arriva al ponte d'Asfeld, un ponte in pietra a una sola arcata costruito nel Settecento sopra le gole profonde della Durance. Serviva a collegare la città con i forti sulla riva opposta ed è ancora oggi percorribile a piedi. È uno dei punti più fotografati di Briançon e il punto di partenza dei sentieri verso le fortificazioni.

I forti

Intorno alla città, sulle alture, si trova un sistema di forti costruito tra la fine del Seicento e il Settecento. Fanno parte del sito UNESCO il forte delle Salettes, il più vicino alla città alta, il forte delle Trois-Têtes, il forte del Randouillet, il forte Dauphin e la cosiddetta Communication Y, un passaggio coperto che univa due forti. Alcuni si visitano solo con le guide del servizio del patrimonio della città, altri si raggiungono con brevi escursioni a piedi. Più in alto ci sono altre opere militari dell'Ottocento e del Novecento, legate alla difesa del confine con l'Italia. Le fortificazioni di Briançon sono tutelate dal 2008 come parte del sito Fortificazioni di Vauban, che riunisce dodici luoghi in tutta la Francia.

Serre Chevalier

Il comprensorio di Serre Chevalier si sviluppa lungo la valle della Guisane, da Briançon fino al Monêtier-les-Bains, ed è formato da più villaggi collegati dagli impianti: Briançon, Chantemerle (comune di Saint-Chaffrey), Villeneuve (comune di La Salle-les-Alpes) e Le Monêtier-les-Bains, con frazioni di montagna più piccole. Le piste salgono tra boschi di larici e conifere, cosa che aiuta la visibilità nelle giornate nuvolose. Al Monêtier ci sono anche sorgenti termali, utilizzate da impianti di bagni aperti al pubblico. D'estate gli impianti in parte restano aperti per escursionisti e mountain bike.

Il Monginevro

Il colle del Monginevro (Montgenèvre), sul confine tra Francia e Italia, è anche una stazione sciistica. Le sue piste fanno parte del comprensorio della Via Lattea, che dal versante italiano comprende Claviere, Cesana, Sansicario, Sestriere e Sauze d'Oulx. Il colle è aperto tutto l'anno ed è la strada più diretta dall'Italia verso Briançon.

I colli e le escursioni

Briançon è al centro di alcuni dei colli alpini più famosi, legati alla storia del Tour de France.

A sud-ovest della città si estende il Parco nazionale degli Écrins, con ghiacciai, laghi e sentieri per tutti i livelli: la Vallouise e la valle della Clarée, vicino a Névache, sono tra le zone più amate. Sopra i 2.500 metri e sui ghiacciai servono esperienza e attrezzatura, o una guida alpina. Informazioni ufficiali sul sito del Parco nazionale degli Écrins.

Da sapere prima di partire
I colli del Galibier e dell'Izoard sono chiusi d'inverno e possono essere chiusi al traffico a motore anche d'estate, in alcune giornate riservate ai ciclisti o per corse e lavori. Nel 2026 sono segnalati anche lavori sulla strada del Lautaret (RD1091), annunciati fino al 30 ottobre 2026. Il treno notturno tra Parigi e Briançon è stato interrotto in diversi periodi del 2025 per lavori e anche nel 2026 ha avuto un programma modificato. Verifica prima di partire sul sito dell'ufficio del turismo di Serre Chevalier Briançon.

Cosa mangiare

La cucina delle Alte Alpi è semplice e di montagna. Da assaggiare le oreilles d'âne, una sorta di lasagna con spinaci selvatici tipica del vicino Champsaur, i tourtons, fagottini fritti ripieni di patate o altri ingredienti, i formaggi d'alpeggio, l'agnello di montagna e le torte ai mirtilli. Il liquore tipico è il génépi, fatto con un'erba aromatica d'alta quota.

Come arrivare dall'Italia

In auto: da Torino si percorre l'autostrada A32 della Val di Susa fino a Oulx, poi la statale per Cesana e Claviere fino al colle del Monginevro, da cui si scende a Briançon. In alternativa, dal traforo del Fréjus si va a Modane e si raggiunge Briançon dal Galibier, solo quando è aperto, o da Grenoble e il Lautaret.

In treno e autobus: da Torino partono treni regionali per Oulx, sulla linea per Bardonecchia e Modane. Da Oulx un autobus della rete regionale francese ZOU (linea 76) collega la stazione con Briançon e Serre Chevalier: controlla orari e periodi di servizio sul sito della rete ZOU della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, perché la frequenza può cambiare tra estate e inverno. Briançon ha una propria stazione ferroviaria, collegata alla rete francese verso Gap e Marsiglia.

In aereo: l'aeroporto più comodo è quello di Torino; più lontani quelli di Grenoble, Lione e Milano.

Come muoversi

La Cité Vauban si visita a piedi: le auto vanno lasciate nei parcheggi fuori dalle mura. Tra Briançon e i villaggi di Serre Chevalier circolano autobus, più frequenti durante la stagione sciistica. Per i colli e per le valli laterali, come la Clarée o la Vallouise, l'auto resta la soluzione più pratica.

Quando andare

La stagione dello sci va in genere da dicembre a fine marzo o aprile. Per camminare e salire ai colli il periodo migliore va da fine giugno a settembre; luglio e agosto sono i mesi più affollati. L'autunno, con i larici che diventano gialli e arancioni, è tranquillo e luminoso, ma molti impianti e alcuni servizi chiudono tra una stagione e l'altra. Per idee sull'inverno leggi dove andare a dicembre.

Dove dormire

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