Aggiornato a ottobre 2026
Il Parco nazionale della Vanoise, in Savoia, e il Parco nazionale degli Écrins, tra Isère e Hautes-Alpes, proteggono due dei paesaggi più selvaggi delle Alpi francesi: ghiacciai, pascoli d'alta quota, laghi, villaggi di pietra e una fauna che qui si incontra con facilità, a cominciare dagli stambecchi. La Vanoise è il primo parco nazionale francese e confina con il Parco nazionale del Gran Paradiso: insieme formano una delle aree protette più estese delle Alpi.
Sono parchi da vivere a piedi: nelle zone centrali non ci sono impianti né paesi, ma sentieri e rifugi; ai margini si trovano villaggi tranquilli e, attorno alla Vanoise, grandi stazioni sciistiche. Dall'Italia sono vicini: il Moncenisio, il Fréjus e il Monginevro portano in poche ore all'ingresso delle valli.
Da non perdere: gli stambecchi e i sentieri di Pralognan-la-Vanoise, il villaggio di pietra di Bonneval-sur-Arc, la Meije vista da La Grave, la Vallouise con il Pré de Madame Carle e il Glacier Blanc. La valle del Vénéon, verso La Bérarde, è ancora segnata dall'alluvione del giugno 2024. Periodo migliore: da fine giugno a metà settembre per le escursioni. Nel cuore dei parchi i cani non sono ammessi.
Il parco della Vanoise si estende tra due valli, la Tarentaise a nord e la Maurienne a sud, attorno a un massiccio di cime e ghiacciai dominato dalla Grande Casse. È nato soprattutto per salvare lo stambecco, che all'epoca era quasi scomparso dalle Alpi francesi: oggi è il simbolo del parco e si vede spesso, soprattutto a inizio estate, quando scende sui pascoli. Sui sentieri incontri anche camosci e marmotte. Le informazioni ufficiali sono sul sito del Parco nazionale della Vanoise.
In fondo a una valle laterale della Tarentaise, Pralognan-la-Vanoise è un villaggio di montagna raccolto ai piedi di grandi pareti rocciose ed è una delle porte d'ingresso più classiche del parco. Da qui parte la salita al colle della Vanoise, con il lago dei Vaches attraversato su una fila di grosse pietre piatte e la vista sulla parete della Grande Casse: è una delle escursioni più famose del parco e richiede una giornata intera. D'inverno Pralognan è una stazione piccola e familiare, molto diversa dalle vicine Trois Vallées.
All'estremità della Maurienne, sotto la strada del colle dell'Iseran, Bonneval-sur-Arc è uno dei villaggi alpini meglio conservati di Francia, con case in pietra e tetti di lose. Lungo l'Alta Maurienne altri villaggi, come Bessans e Termignon, sono porte d'ingresso al versante sud del parco. Il passaggio del colle dell'Iseran, verso Val d'Isère e la Tarentaise, è aperto solo d'estate.
Più a sud, il parco degli Écrins protegge un grande massiccio di granito e ghiaccio, con la Barre des Écrins, la cima più alta, e la Meije. È una montagna più aspra della Vanoise, circondata da valli profonde: Oisans, Briançonnais, Vallouise, Valgaudemar, Champsaur. Il sito del Parco nazionale degli Écrins riporta notizie, regole e lo stato dei sentieri.
Sulla strada tra Grenoble e il colle del Lautaret, La Grave è un villaggio aggrappato al versante di fronte alla Meije, una delle montagne più spettacolari delle Alpi, l'ultima grande cima alpina a essere scalata, nel 1877. Dal paese parte una funivia storica che sale fino a oltre 3.000 metri, ai piedi del ghiacciaio della Girose, con una grotta di ghiaccio e un panorama sul massiccio. D'inverno è una meta di fuoripista d'alta montagna, da affrontare solo con una guida. Per la vista migliore sulla Meije sali al Chazelet.
Il villaggio di La Bérarde, in fondo alla valle del Vénéon, era il grande campo base dell'alpinismo degli Écrins. Il 21 giugno 2024 un'alluvione torrentizia lo ha in gran parte distrutto, e da allora il paese è inaccessibile. La valle resta però frequentata: i rifugi in genere aprono in stagione e si raggiungono a piedi, e più in basso si trovano Saint-Christophe-en-Oisans e il sentiero per il lago Lauvitel, uno dei laghi più grandi del parco.
Sul versante del Briançonnais, la Vallouise è una valle luminosa con villaggi di case antiche e meridiane dipinte. Risalendola si arriva ad Ailefroide, frequentata dagli arrampicatori, e poi al Pré de Madame Carle, una piana glaciale ai piedi delle grandi pareti, dove finisce la strada. Da qui un sentiero sale verso il Glacier Blanc e il suo rifugio, con vista sul Glacier Noir coperto di detriti: è una delle escursioni più belle del parco, impegnativa ma senza tratti alpinistici fino al rifugio. La città di Briançon è la base più comoda per questa parte del parco.
Entrambi i parchi hanno una rete di sentieri segnalati e decine di rifugi custoditi d'estate, che conviene prenotare con anticipo. Sui ghiacciai e sulle vie alpinistiche servono esperienza e attrezzatura, o una guida alpina. Nel cuore dei parchi le regole sono rigide: niente cani, nemmeno al guinzaglio, niente fuochi, niente raccolta di fiori, e il bivacco è consentito solo a determinate condizioni. Controlla le regole sui siti ufficiali prima di partire.
In Savoia la cucina è quella dei formaggi: il Beaufort delle alpi della Tarentaise, le tome, la tartiflette, la fondue savoyarde e la raclette, i crozets, piccole paste quadrate, e i diots, salsicce cotte nel vino bianco. In Alta Maurienne si produce il Bleu de Bonneval, un formaggio erborinato. Per finire, un bicchierino di genepì.
In auto: per l'Alta Maurienne e Bonneval-sur-Arc il valico più diretto è il Moncenisio, da Susa, aperto solo nella bella stagione; in alternativa il traforo del Fréjus porta a Modane. Per Pralognan e la Tarentaise si passa dal Piccolo San Bernardo, d'estate, o dal Fréjus e poi da Albertville e Moûtiers. Per gli Écrins si entra dal Monginevro verso Briançon, da cui si raggiungono la Vallouise e, oltre il colle del Lautaret, La Grave. I trafori sono a pagamento e i colli alpini chiudono d'inverno: verifica le aperture.
In treno: la linea Torino–Modane–Chambéry porta in Maurienne; da Chambéry e Albertville si prosegue per Moûtiers e la Tarentaise. Per Briançon si può arrivare a Oulx e proseguire in autobus oltre il Monginevro.
In aereo: gli aeroporti più vicini sono Torino, Lione e Grenoble.
L'auto resta il mezzo più pratico, perché le valli sono lontane tra loro e i trasporti pubblici sono pensati soprattutto per la stagione estiva e per quella sciistica. D'estate alcune valli hanno navette verso i punti di partenza dei sentieri: informati presso gli uffici del turismo e le case del parco.
Per camminare il periodo migliore va da fine giugno a metà settembre; a inizio estate ci sono ancora nevai in quota, ma i fiori e gli stambecchi sono al loro meglio. Luglio e agosto sono i mesi più frequentati e quelli in cui i rifugi sono tutti aperti. D'inverno le grandi stazioni ai margini della Vanoise e quelle intorno a Briançon offrono sci di pista, mentre all'interno dei parchi si pratica scialpinismo e si cammina con le ciaspole.