Aggiornato a ottobre 2026
Monte Sant'Angelo è il paese più alto del Gargano: sorge a circa 800 metri di quota su uno sperone del versante meridionale del promontorio, nel Parco nazionale del Gargano, e guarda dall'alto il golfo di Manfredonia. È una delle mete più importanti della Puglia per chi ama arte e storia.
La città è nata e cresciuta attorno alla grotta di San Michele Arcangelo, meta di pellegrini da tutta Europa fin dall'alto Medioevo. Dal 2011 il santuario fa parte del sito UNESCO «I Longobardi in Italia. Luoghi del potere (568-774 d.C.)» e dal 2017 le faggete della Foresta Umbra, nel territorio comunale, sono anch'esse patrimonio dell'umanità: per questo Monte Sant'Angelo si presenta come la «città dei due siti UNESCO».
Da non perdere: il santuario di San Michele con la grotta, le porte di bronzo e le cripte longobarde, il campanile ottagonale, la Tomba di Rotari e la chiesa di Santa Maria Maggiore, il castello, le case bianche del quartiere Junno e il panorama sul golfo. Nei dintorni: la Foresta Umbra, San Giovanni Rotondo, Siponto con la basilica di rete metallica e la costa di Mattinata. Periodo migliore: da maggio a ottobre.
Secondo la tradizione, tra la fine del V secolo e il 493 l'Arcangelo Michele apparve più volte al vescovo di Siponto, san Lorenzo Maiorano, e gli chiese di dedicare al culto cristiano una grotta sul monte. La prima apparizione è legata al racconto del toro smarrito, ritrovato davanti alla caverna. Il 29 settembre si ricorda la dedicazione della grotta, l'8 maggio l'apparizione legata alla vittoria dei Longobardi sui Bizantini nel VII secolo.
Il santuario divenne il luogo sacro per eccellenza dei Longobardi, che vedevano in san Michele un santo guerriero e protettore, e nel Medioevo fu tra i pellegrinaggi più frequentati della cristianità. Vi salirono papi e santi, tra cui san Francesco d'Assisi: la tradizione vuole che si fermasse all'ingresso della grotta, sentendosi indegno di entrare, e incidesse sulla roccia una croce a forma di Tau.
La visita è un percorso in discesa. Dall'atrio superiore, accanto al campanile, si scende una scalinata di 86 gradini di epoca angioina fino all'atrio inferiore, chiuso dalle porte di bronzo fuse a Costantinopoli nel 1076 e donate da Pantaleone, un mercante di Amalfi, con 24 formelle a soggetto sacro. Nel 2026 le porte compiono 950 anni.
Oltre le porte si entra nella navata angioina e poi nella grotta, con la roccia viva sopra la testa. Sull'Altare delle Impronte c'è la statua in marmo bianco di San Michele attribuita ad Andrea Sansovino, collocata nel 1507; accanto si trova una cattedra episcopale del XII secolo sorretta da leoni.
Sotto la grotta si trovano le cripte longobarde, gli antichi accessi al santuario riportati alla luce negli scavi del 1949-1955. Sulle pareti restano quasi duecento iscrizioni lasciate dai pellegrini tra il VI e il IX secolo, alcune anche in caratteri runici. Le cripte fanno parte dei musei TECUM (Tesori del Culto Micaelico) insieme al Museo lapidario e al Museo devozionale. Si visitano con un biglietto a parte.
Accanto all'ingresso del santuario si alza il grande campanile a pianta ottagonale, simbolo della città. Secondo il santuario la costruzione fu avviata nel 1274 per volere di Carlo I d'Angiò, come ringraziamento per la conquista dell'Italia meridionale. La sua forma ricorda le torri di Castel del Monte.
A pochi passi dal santuario c'è la cosiddetta Tomba di Rotari, in realtà il battistero di San Giovanni in Tumba, un edificio medievale coperto da una cupola (la «tumba»). Il nome popolare nasce da un'interpretazione sbagliata: nulla prova che il re longobardo Rotari sia sepolto qui. Merita uno sguardo il portale con i bassorilievi.
Di fianco sorge la chiesa di Santa Maria Maggiore, ricostruita nell'XI secolo e rimaneggiata alla fine del XII: all'interno ci sono affreschi di ispirazione bizantina, tra cui un San Michele vestito da dignitario di corte e un'antica immagine di San Francesco.
Nella parte alta del paese si trova il castello, le cui origini risalgono a una fortificazione voluta tra l'837 e l'838 dal vescovo di Benevento Orso I. La parte più antica è la torre dei Giganti, a pianta pentagonale. Il castello passò ai Normanni, a Federico II, agli Angioini e agli Aragonesi; a fine Quattrocento l'architetto militare Francesco di Giorgio Martini lo adattò alle armi da fuoco, dandogli in gran parte l'aspetto attuale. Oggi è del Comune, si visita e ospita eventi; qui ha sede anche l'InfoPoint turistico.
Dal santuario si raggiunge il rione Junno, il quartiere più caratteristico: file di casette bianche a schiera, spesso di un solo piano con una finestra sopra la porta, lungo vicoli stretti, scalinate e archi.
A circa 8 chilometri dal paese sorge l'abbazia di Santa Maria di Pulsano. Secondo la tradizione fu fondata nel 591 e nel 1129 rinacque con san Giovanni da Matera. Intorno si aprono gli antichi eremi nella roccia, un tempo raggiunti anche con funi e scale. Oggi vi vive una comunità monastica.
I pellegrini medievali salivano al santuario lungo la Via Sacra Langobardorum, detta anche Via Francesca, che dal Tavoliere attraversava il Gargano passando da San Giovanni Rotondo, in gran parte sul tracciato dell'attuale strada statale 272.
Oggi si può arrivare a piedi seguendo i cammini dedicati all'Arcangelo: la Via Micaelica, che in 19 tappe collega Roma a Monte Sant'Angelo, e un percorso di circa 40 chilometri del CAI di Foggia da Santa Maria di Stignano, per San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo. La segnaletica non è completa ovunque.
Il dolce tipico sono le ostie ripiene: due cialde sottili, come quelle delle ostie, con un ripieno di mandorle tostate e miele. Secondo la tradizione locale nacquero nel monastero delle clarisse della Santissima Trinità. Da assaggiare anche il pancotto, e il caciocavallo podolico, dal latte delle vacche podoliche. Leggi la guida alla cucina pugliese.
Le date più sentite sono l'8 maggio, festa dell'Apparizione, e la festa patronale di fine settembre, con la processione del 29 settembre. Le date degli eventi cambiano ogni anno: verificale prima di partire.
In auto: dall'autostrada A14 si esce a Foggia e si prende la statale verso Manfredonia; oltre la città, all'altezza di Macchia, si sale a Monte Sant'Angelo con una strada panoramica a tornanti di circa 10 chilometri. Uscendo invece a San Severo si attraversa il Gargano passando da San Giovanni Rotondo.
In treno e autobus: la stazione principale più vicina è Foggia; da lì e da Manfredonia ci sono autobus di linea per Monte Sant'Angelo. Gli orari sono ridotti, soprattutto nei festivi: controllali prima di partire.
In aereo: l'aeroporto di riferimento è Bari; più vicino c'è lo scalo di Foggia, con pochi collegamenti: verifica i voli disponibili. Leggi la guida di Bari.
Il centro si gira a piedi, tra salite e scalinate. Il centro storico ha zone a traffico limitato con varchi elettronici: lascia l'auto nei parcheggi fuori dal centro e, se dormi in paese, chiedi alla struttura come ottenere il permesso. Per Foresta Umbra, Pulsano e la costa l'auto è quasi indispensabile.
Il clima è più fresco che sulla costa: d'estate si sta bene anche nelle ore calde, d'inverno fa freddo e può nevicare. I periodi migliori vanno da maggio a ottobre; maggio e settembre coincidono con le feste dell'Arcangelo. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a settembre.