Aggiornato a ottobre 2026
Arbe (in croato Rab) è un'isola del Quarnaro, nel nord della Croazia, tra l'isola di Veglia (Krk) e la costa del Velebit. Il capoluogo, che ha lo stesso nome, è una piccola città di pietra costruita su una lingua di terra stretta e lunga, riconoscibile da lontano per i suoi quattro campanili in fila. Già i Greci citavano l'isola con il nome di Arba; con i Romani la città divenne municipio. Per secoli fu contesa tra Bisanzio, i re croati e ungheresi e Venezia, che la governò in modo stabile dal 1409 alla fine del Settecento.
L'isola ha due volti. Il lato rivolto verso la terraferma è spoglio e roccioso, battuto dalla bora; quello verso il mare aperto è verde, con boschi di leccio e di pino, campi e baie. A nord, intorno a Lopar, ci sono spiagge di sabbia, cosa rara in Croazia. Per la città bastano uno o due giorni; per l'isola ne servono almeno quattro o cinque.
Da non perdere: la città vecchia con i quattro campanili e la cattedrale di Santa Maria, la salita a uno dei campanili, il parco Komrčar, la foresta di Dundo e la penisola di Kalifront, le spiagge di sabbia di Lopar, il cimitero memoriale di Kampor e una fetta di torta di Rab. Se sei in zona a fine luglio, la Rabska fjera, la festa medievale della città. Periodo migliore: giugno e settembre. In luglio e agosto c'è molta gente e ai traghetti si fa la coda.
La città vecchia si allunga su una penisola parallela alla costa, chiusa in parte dalle antiche mura. Vie e vicoli la percorrono per il lungo, uniti da scalinate che scendono verso il porto. Sul crinale, in fila, si alzano i quattro campanili che sono il simbolo di Rab: quelli della cattedrale di Santa Maria, di San Giovanni Evangelista, di Sant'Andrea e di Santa Giustina. La vista più bella è dal mare o dalla riva opposta della baia, soprattutto al tramonto.
Nel centro si incontrano palazzi nobiliari, la piazza Trg Municipium Arba, che ricorda il nome romano della città, e la piazza di San Cristoforo (Trg sv. Kristofora), dedicata al patrono della città.
La chiesa dell'Assunzione di Maria, chiamata Santa Maria Maggiore (Sv. Marija Velika), è l'antica cattedrale di Rab. Secondo la tradizione fu consacrata nel 1177 da papa Alessandro III. L'interno è sobrio, con alcuni interventi rinascimentali. Qui si conserva il reliquiario con il cranio di San Cristoforo: secondo la leggenda il santo salvò la città dagli assalitori. Il suo campanile è il più alto dei quattro e si può salire per vedere la città e le isole dall'alto.
Della basilica romanica di San Giovanni Evangelista restano soprattutto le rovine e il campanile, che di solito si può salire. Il campanile di Sant'Andrea, accanto al monastero benedettino femminile, è considerato il più antico della città. La chiesa di Santa Giustina, più in alto, ospita una piccola raccolta di arte sacra. Orari e aperture dei campanili cambiano con la stagione: controllali sul posto.
Alle spalle della città vecchia, dove la penisola si unisce al resto dell'isola, c'è il parco Komrčar, un grande parco boscoso sulle colline, attraversato da sentieri ombreggiati. I viali scendono fino al mare, dove ci sono piccole spiagge di ciottoli e scogli, molto frequentate in piena estate. È il posto giusto per una passeggiata nelle ore calde.
Secondo la tradizione, San Marino, fondatore della repubblica del Titano, era uno scalpellino di Rab fuggito in Italia durante le persecuzioni di Diocleziano. Per questo Rab e San Marino sono gemellate.
Ogni anno, dal 25 al 27 luglio, nei giorni di San Giacomo, Sant'Anna e San Cristoforo, la città vecchia torna al Medioevo con la Rabska fjera. La festa ricorda il 1364, quando il consiglio cittadino rese omaggio al re d'Ungheria Luigi il Grande, sotto il cui dominio Rab era passata da Venezia. Per tre sere le vie si riempiono di botteghe artigiane, figuranti in costume, musica e cibi tradizionali. Il 27 luglio c'è la processione con il reliquiario di San Cristoforo e la sera il torneo dei balestrieri, con i fuochi d'artificio sul porto a mezzanotte. Nel 2026 si è svolta la 25ª edizione. I balestrieri si esibiscono anche in alcune altre date dell'anno, come il 9 maggio e il 15 agosto. Il programma cambia ogni anno: controllalo sul sito dell'ente del turismo di Rab.
All'estremità nord dell'isola si trova Lopar, un paese tranquillo che oggi vive soprattutto di turismo. È conosciuto per le sue numerose spiagge di sabbia. La più grande è la Rajska plaža (in inglese Paradise Beach), una spiaggia sabbiosa lunga circa un chilometro e mezzo, adatta alle famiglie con bambini e a chi nuota poco; ha ottenuto la Bandiera Blu e d'estate è molto affollata. Vicino c'è la spiaggia di Livačina, anch'essa di sabbia. Per scoprire altre zone leggi la guida al mare della Croazia.
La penisola di Lopar è un paesaggio protetto dal 1969. Qui l'acqua e il vento hanno modellato le rocce arenarie in forme insolite, con piccole «piramidi» di sabbia, e sono stati trovati fossili e utensili di pietra di cacciatori preistorici. Su quest'area si basa il progetto del Geoparco dell'isola di Rab, promosso da geologi croati, con un giardino geomorfologico e punti di osservazione segnalati. Attenzione: non è un geoparco UNESCO (in Croazia lo sono il Papuk e l'arcipelago di Vis). Sentieri e visite guidate vanno verificati sul posto o presso l'ufficio turistico di Lopar.
Rab è considerata una delle culle del naturismo sull'Adriatico. Se ne parla già nei primi anni del Novecento; la data più citata è l'agosto 1936, quando il re Edoardo VIII d'Inghilterra, in vacanza sull'isola con Wallis Simpson, ottenne il permesso di fare il bagno nudo nella baia di Kandarola. Ancora oggi ci sono spiagge naturiste, come Kandarola sulla penisola di Kalifront e, a Lopar, Sahara, Ciganka e Stolac. Fuori da queste zone il nudo in spiaggia non è ammesso.
Kampor è un villaggio sparso in una baia verde a nord-ovest della città. Sulla stessa baia sorge il monastero francescano di Sant'Eufemia, con le chiese di Sant'Eufemia e di San Bernardino e collezioni di arte sacra, libri antichi ed etnografia.
Kampor è legato anche a una pagina dolorosa della storia italiana. Durante la Seconda guerra mondiale Rab era stata annessa all'Italia e nell'estate del 1942 il Regio Esercito vi aprì un campo di concentramento per civili. Vi furono internate migliaia di persone, soprattutto sloveni e croati, tra cui molte donne e bambini, e in un settore separato anche ebrei. Le condizioni, con le tende, la fame e le malattie, causarono un numero molto alto di morti: i morti documentati sono almeno 1.400 e alcune stime superano i quattromila. Il campo cessò di funzionare dopo l'armistizio del settembre 1943.
Il cimitero memoriale, progettato nel 1953 dall'architetto sloveno Edvard Ravnikar e realizzato negli anni Cinquanta, è un luogo sobrio, inserito nel paesaggio: tombe allineate, una sala di pietra aperta con un mosaico, una colonna e una lapide del 1998 con iscrizioni in italiano e croato; una lastra metallica riporta i nomi di oltre 1.400 vittime. Ogni anno, a inizio settembre, vi si tengono commemorazioni ufficiali. La visita è libera: è un luogo di raccoglimento, da visitare con rispetto. Per il contesto storico leggi la storia della Croazia.
A ovest della città si allunga la penisola di Kalifront, coperta da uno dei boschi di leccio meglio conservati del Mediterraneo. Il cuore è la foresta di Dundo, riserva speciale di vegetazione forestale dal 1949, con lecci, corbezzoli e grandi blocchi di calcare. È attraversata da sentieri e strade forestali adatti a piedi e in bicicletta, tra resti di chiese medievali, muretti a secco e antiche calcare; con un po' di fortuna si vedono mufloni e cervi. Lungo la costa ci sono baie raggiungibili a piedi o in barca.
All'estremità della penisola di Kalifront c'è Suha Punta, una zona turistica immersa nel bosco, con alberghi e calette di scogli e ciottoli. È adatta a chi cerca ombra, mare limpido e tranquillità, lontano dal traffico.
La cucina di Rab è quella del Quarnaro: pesce, scampi, agnello, formaggi, olio d'oliva e vino. Il dolce simbolo è la torta di Rab (Rabska torta), a base di mandorle, scorza di limone e liquore maraschino, tradizionalmente a forma di spirale. Secondo la leggenda fu servita per la prima volta nel 1177 a papa Alessandro III, preparata dalle monache del monastero di Sant'Antonio; poi la ricetta fu custodita dalle benedettine di Sant'Andrea. Si trova nelle pasticcerie della città ed è un buon ricordo da portare a casa. Per conoscere gli altri piatti leggi la guida alla cucina croata.
Dalla terraferma: il collegamento principale è il traghetto per auto di Rapska plovidba da Stinica, sulla costa a sud di Senj (Segna), a Mišnjak, all'estremità sud-est dell'isola: la traversata dura circa un quarto d'ora e la linea funziona tutto l'anno. I biglietti si comprano al porto. In piena estate la strada di accesso a Stinica si intasa: parti con largo anticipo.
Da Krk: il traghetto di Jadrolinija collega Valbiska, sull'isola di Krk (Veglia), con Lopar, in circa 80 minuti, tutto l'anno: d'estate con più corse, d'inverno con poche. Da Krk, attraverso il ponte, si arriva sulla terraferma vicino a Fiume (Rijeka), e da Valbiska partono anche i traghetti per Cherso e Lussino.
In catamarano: Jadrolinija ha una linea veloce per passeggeri da Fiume (Rijeka) a Rab città, che prosegue per Novalja, sull'isola di Pag (Pago); per il 2026 è indicata come linea tutto l'anno, con una traversata di circa un'ora e tre quarti fino a Rab.
In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Rijeka, sull'isola di Krk; altre possibilità sono Zara, Zagabria e Trieste. Dall'Italia in auto si passa per la Slovenia o per l'Istria e si scende lungo la costa fino a Stinica, oppure si attraversa Krk.
Avviso (ottobre 2026): fuori stagione le corse sono meno frequenti su tutte le linee, e Jadrolinija avverte che gli orari 2026 possono cambiare. Linee, orari e prezzi cambiano ogni stagione: verificali prima di partire, e di nuovo quando usciranno gli orari 2027.
La città vecchia si gira solo a piedi. Una strada principale attraversa l'isola da Mišnjak a Lopar, passando per Barbat, Banjol, la città e Supetarska Draga; gli autobus locali collegano la città con Lopar, Kampor e gli altri paesi, con poche corse fuori stagione. Per Kalifront, Suha Punta e le baie più lontane conviene l'auto, lo scooter o la bicicletta. In estate partono dal porto di Rab barche e taxi del mare per le spiagge e le isolette vicine.
I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre: mare già o ancora caldo, meno gente, sentieri piacevoli. Luglio e agosto sono i mesi delle spiagge di Lopar e della Rabska fjera, ma anche della folla, dei prezzi alti e delle code ai traghetti. In ottobre l'isola è quieta e si cammina bene. D'inverno la bora può soffiare forte e rallentare o fermare i traghetti; molti servizi sono chiusi.