Aggiornato a ottobre 2026
La Corea del Sud occupa la metà meridionale della penisola coreana, tra il Mar Giallo e il Mare dell'Est, con il Giappone a poche ore di traghetto e la Corea del Nord oltre la linea della zona demilitarizzata. Al nord c'è Seul, una metropoli dove i palazzi della dinastia Joseon convivono con grattacieli, mercati notturni e quartieri della moda; al sud-est la città portuale di Busan, con spiagge e mercati del pesce; nel mezzo l'antica capitale di Gyeongju, i villaggi di case tradizionali di Jeonju e Andong, e al largo l'isola vulcanica di Jeju.
È un Paese sicuro, ordinato e facile da girare: i treni ad alta velocità collegano le città principali, i trasporti pubblici sono efficienti e i cartelli sono spesso anche in inglese. In due settimane si può unire la vita frenetica di Seul con templi buddhisti tra le montagne, villaggi tradizionali e qualche giorno di mare. La cucina, piccante e piena di contorni fermentati, è da sola un buon motivo per partire.
Ideale per chi ama le città moderne, la storia, la cucina e le escursioni in montagna. Da non perdere: i palazzi Gyeongbokgung e Changdeokgung a Seul, le case di Bukchon, un mercato notturno, il villaggio di Gamcheon a Busan, i tumuli reali e il tempio di Bulguksa a Gyeongju, il villaggio hanok di Jeonju, i paesaggi vulcanici di Jeju. Periodo migliore: primavera (aprile-maggio, con i ciliegi in fiore) e autunno (ottobre-novembre, con il foliage). Documenti: per gli italiani niente visto per turismo fino a 90 giorni, ma servono la carta di arrivo elettronica e, dal 2027, salvo nuove proroghe, il K-ETA. Moneta: il won sudcoreano.
La capitale conserva cinque grandi palazzi della dinastia Joseon. Il più grande è il Gyeongbokgung, con la porta di Gwanghwamun, dove si svolge la cerimonia del cambio della guardia in costumi storici, il padiglione del trono e il padiglione Gyeonghoeru sullo stagno; al suo interno si trova anche il Museo Nazionale del Folklore. Il Changdeokgung, patrimonio UNESCO, è il palazzo più armonioso, costruito seguendo la forma delle colline; il suo Giardino Segreto (Huwon), con padiglioni e laghetti nel bosco, si visita solo con visite guidate a numero limitato, da prenotare per tempo. Poco lontano c'è il santuario di Jongmyo, anch'esso UNESCO, dove si custodiscono le tavolette ancestrali dei re. Chi indossa l'hanbok, l'abito tradizionale che si noleggia nei negozi vicino ai palazzi, in genere entra gratis. Ogni palazzo chiude un giorno alla settimana, non lo stesso per tutti: controllate prima.
Vicino al Gyeongbokgung si trova anche Cheong Wa Dae, la Casa Blu, ex residenza presidenziale aperta al pubblico dal 2022: a fine 2025 è tornata a essere la sede della presidenza e non è più visitabile come prima.
Tra il Gyeongbokgung e il Changdeokgung si stende Bukchon, il quartiere delle hanok, le case tradizionali con i tetti di tegole scure, lungo vicoli in salita che si affacciano sui tetti della città. È un quartiere abitato, e il turismo di massa ha creato problemi ai residenti: nella zona più visitata l'accesso dei turisti è consentito solo nelle ore diurne, con sanzioni per chi non rispetta le regole. Seguite i cartelli, parlate a voce bassa e non entrate nei cortili. Poco più a sud, Insadong è la via dell'artigianato, delle gallerie, delle sale da tè e dei negozi di carta e ceramica, mentre i vicoli di Ikseon-dong ospitano caffè e botteghe dentro vecchie hanok.
Myeongdong è il quartiere dello shopping e della cosmetica coreana, che la sera si riempie di bancarelle di cibo di strada. Sopra la città si alza la collina di Namsan, raggiungibile a piedi, in autobus o in funivia, con in cima la N Seoul Tower, dalla quale nelle giornate limpide si vede tutta la città. Tra i mercati, il più vivace per mangiare è Gwangjang, con i banchi di frittelle di fagioli mung, gimbap e pesce crudo; Namdaemun è il grande mercato all'ingrosso, mentre a Dongdaemun i centri commerciali della moda restano aperti fino a tarda notte, accanto alle forme curve del Dongdaemun Design Plaza. Per una passeggiata c'è il Cheonggyecheon, il torrente riportato alla luce nel centro.
Seul è grande e ogni zona ha un carattere diverso: Hongdae è il quartiere universitario della musica e della vita notturna, Itaewon il più internazionale, Gangnam quello dei grattacieli e dei negozi di lusso. Il Museo Nazionale della Corea è il posto migliore per capire la storia del Paese, e il parco nazionale di Bukhansan, ai margini della città, offre sentieri di montagna raggiungibili in metropolitana e autobus.
A nord di Seul corre la zona demilitarizzata (DMZ), la fascia che separa le due Coree dalla fine della guerra. Si visita in giornata, quasi sempre con tour organizzati da Seul che toccano il parco di Imjingak, uno dei tunnel scavati dal Nord e gli osservatori da cui si guarda oltre il confine. Alcune avvertenze:
La seconda città del Paese è un grande porto affacciato sul mare, con quartieri sparsi tra colline e spiagge. Haeundae è la spiaggia urbana più famosa, circondata da grattacieli e con una passeggiata lungo la costa; da Gwangalli si vede il ponte Gwangan illuminato la sera. Il villaggio di Gamcheon, sulla collina, è un ex quartiere di rifugiati della guerra trasformato in un labirinto di case colorate, scale e installazioni artistiche: anche qui vivono persone, quindi rispettate la loro tranquillità. Al mercato del pesce di Jagalchi, il più grande del Paese, si sceglie il pesce ai banchi e lo si fa preparare ai piani superiori. Da vedere anche il tempio di Haedong Yonggungsa, costruito sugli scogli sul mare, e le scogliere di Taejongdae. Da Busan partono i traghetti per il Giappone, utili per proseguire verso Kyushu.
Per circa un millennio Gyeongju è stata la capitale del regno di Silla, e la città è un museo all'aperto. Le aree storiche di Gyeongju sono patrimonio UNESCO: nel centro si passeggia tra i tumuli reali erbosi del parco di Daereungwon, l'antico osservatorio astronomico di Cheomseongdae e lo stagno di Wolji con il palazzo di Donggung, molto suggestivo la sera con le luci. Il Museo Nazionale di Gyeongju custodisce corone d'oro e campane di bronzo dell'epoca Silla. Sulle colline fuori città ci sono il tempio di Bulguksa e la grotta di Seokguram, con il suo grande Buddha di granito, anch'essi UNESCO. In primavera i viali attorno al lago di Bomun sono tra i posti più belli per i ciliegi in fiore. Gyeongju si raggiunge con il KTX fino alla stazione di Singyeongju, poi in autobus.
Nel sud-ovest, Jeonju è famosa per il suo villaggio hanok, un quartiere di case tradizionali che ospita botteghe artigiane, case da tè, musei della carta e del liquore di riso e molte strutture dove dormire su materassi stesi a terra, alla coreana. Dentro il quartiere si trovano il santuario di Gyeonggijeon, legato al fondatore della dinastia Joseon, e la cattedrale cattolica di Jeondong, in mattoni rossi, legata alla storia dei primi martiri cristiani coreani. Jeonju è considerata la patria del bibimbap ed è una delle capitali gastronomiche della Corea. Il villaggio è molto frequentato nei fine settimana: chi può ci vada nei giorni feriali.
Nell'entroterra orientale, Andong è considerata la culla della cultura confuciana coreana. Il motivo principale della visita è il villaggio di Hahoe, abitato da secoli da uno stesso clan, con case di nobili e di contadini in un'ansa del fiume: fa parte, con il villaggio di Yangdong vicino a Gyeongju, del sito UNESCO dei villaggi storici della Corea. Hahoe è famoso anche per le maschere e la danza tradizionale delle maschere. Nei dintorni si visitano l'accademia confuciana di Dosan Seowon e il tempio di montagna di Bongjeongsa, entrambi parte di siti UNESCO. Andong si raggiunge in treno da Seul; per Hahoe servono autobus locali o un'auto.
Al largo della costa meridionale, Jeju è un'isola vulcanica con un clima più mite del resto del Paese, molto amata dai coreani per le vacanze. Il sito UNESCO isola vulcanica e tunnel di lava di Jeju comprende il monte Hallasan, la cima più alta della Corea del Sud, il cono vulcanico di Seongsan Ilchulbong che sorge dal mare, dove si sale per vedere l'alba, e i tunnel di lava del sistema di Geomunoreum. Per i sentieri che arrivano in vetta all'Hallasan può servire una prenotazione online, e alcuni tratti dei tunnel possono essere chiusi per lavori: verificate prima. L'isola si gira bene in auto o in autobus, tra cascate, scogliere di basalto, spiagge e i sentieri costieri dell'Olle. A Jeju lavorano ancora le haenyeo, le donne che si immergono in apnea per raccogliere frutti di mare, la cui tradizione è patrimonio immateriale UNESCO. Si arriva in aereo da Seul, Busan e altre città, con collegamenti molto frequenti.
La cucina coreana si basa sul riso, sulle zuppe e sui banchan, i piccoli contorni serviti gratis e spesso rinnovati durante il pasto, tra cui non manca mai il kimchi, le verdure fermentate con peperoncino. Da provare il bibimbap, riso con verdure, carne e uovo da mescolare con la salsa di peperoncino, il bulgogi di manzo marinato e il barbecue coreano, soprattutto il samgyeopsal, pancetta di maiale cotta al tavolo e avvolta in foglie di lattuga. Tra il cibo di strada ci sono il tteokbokki, gnocchetti di riso in salsa piccante, il gimbap, rotoli di riso e alghe, e l'hotteok, frittella dolce ripiena. Il pollo fritto con la birra è un rito serale, e d'estate si mangiano i naengmyeon, spaghetti freddi. Ogni città ha le sue specialità: il bibimbap a Jeonju, la zuppa di maiale dwaeji gukbap a Busan, il maiale nero a Jeju, il jjimdak di pollo stufato ad Andong. Si beve soju, il distillato più diffuso, e makgeolli, il vino di riso torbido. Chi non mangia piccante lo dica: molti piatti lo sono parecchio.
La Corea del Sud ha quattro stagioni ben distinte:
Attenzione alle due grandi feste del calendario lunare, il capodanno Seollal (tra gennaio e febbraio) e la festa del raccolto Chuseok (tra settembre e ottobre): milioni di coreani tornano a casa, treni e voli interni si riempiono e molti negozi e ristoranti chiudono per qualche giorno, mentre i palazzi e molti musei restano in genere aperti. Per altre idee leggete dove andare ad aprile e dove andare a ottobre.
Quasi tutti i voli internazionali arrivano all'aeroporto di Incheon, collegato al centro di Seul dal treno espresso AREX, da autobus e taxi; altri voli internazionali, soprattutto dall'Asia, arrivano a Gimpo, a Busan e a Jeju. Dall'Italia si vola con un volo diretto, quando operato, oppure con uno scalo in Europa, nel Golfo o in Asia: compagnie, frequenze e orari cambiano, controllateli al momento della prenotazione. Da Busan partono anche traghetti per il Giappone.
I cittadini italiani possono entrare senza visto per turismo fino a 90 giorni, con il passaporto in corso di validità: meglio partire con almeno sei mesi di validità residua, perché alcune compagnie aeree possono chiederla. Normalmente, chi entra senza visto deve ottenere prima della partenza il K-ETA, l'autorizzazione elettronica di viaggio, da chiedere solo sul sito ufficiale k-eta.go.kr. L'Italia è però tra i 22 Paesi esentati in via temporanea: l'esenzione, iniziata nel 2023 e già prorogata, vale fino al 31 dicembre 2026. A ottobre 2026 non risulta ancora annunciata una nuova proroga, quindi per i viaggi dal 1° gennaio 2027 il K-ETA potrebbe tornare obbligatorio: verificate prima di prenotare e chiedetelo con qualche giorno di anticipo.
Dal 1° gennaio 2026 la vecchia carta di sbarco cartacea è stata sostituita dalla e-Arrival Card, la carta di arrivo elettronica, da compilare online nei tre giorni prima dell'arrivo indicando volo e alloggio; chi ha un K-ETA approvato ne è esonerato. Usate solo il sito ufficiale del governo coreano, con indirizzo che finisce in .go.kr, e diffidate dei siti non ufficiali che chiedono commissioni. Le regole cambiano spesso: controllate la scheda di Viaggiare Sicuri prima di partire.
I treni ad alta velocità KTX, della compagnia ferroviaria nazionale Korail, collegano Seul con Busan, Gyeongju (stazione di Singyeongju), Jeonju, Andong, Gangneung e altre città; da Seul partono da stazioni diverse a seconda della linea, quindi controllate bene il biglietto. Sulla linea per Busan viaggiano anche i treni SRT, che partono dalla stazione di Suseo, nel sud di Seul. I biglietti si comprano online, nelle app ufficiali o in stazione; nei fine settimana e durante le feste conviene prenotare con anticipo. Korail propone anche un pass ferroviario per i turisti stranieri: valutate se conviene rispetto ai singoli biglietti.
In città metropolitane e autobus sono ottimi. Per pagarli si usa la T-money, una carta ricaricabile che si compra nei minimarket e nelle stazioni e si ricarica in contanti; vale per metro, autobus e molti taxi in tutto il Paese, e in molti minimarket anche per piccoli acquisti. Per Jeju si vola: i collegamenti aerei con Seul sono tra i più frequenti al mondo. Gli autobus a lunga percorrenza raggiungono le località non servite dal treno. Per noleggiare un'auto, utile soprattutto a Jeju, serve la patente internazionale valida in Corea. Le mappe più diffuse a livello internazionale funzionano poco in Corea per le indicazioni stradali e a piedi: conviene scaricare un'app di mappe coreana con interfaccia in inglese.
Molti templi buddhisti propongono il templestay, una o due notti con i monaci tra meditazione, cerimonie e pasti vegetariani.
La Corea del Sud è uno dei Paesi più sicuri dell'Asia, con criminalità molto bassa. La tensione con la Corea del Nord è una costante, ma nella vita quotidiana non si avverte; periodicamente si svolgono esercitazioni di protezione civile con sirene, e conviene sapere dove sono i rifugi segnalati, spesso nelle stazioni della metropolitana. Nel centro di Seul si tengono spesso grandi manifestazioni politiche, in genere pacifiche: tenetevene lontani. D'estate seguite le allerte per tifoni e piogge forti, che possono causare allagamenti e frane; in primavera controllate gli indici di qualità dell'aria. Le leggi sulla droga sono molto severe e si applicano anche a sostanze legali in altri Paesi. Leggete la scheda aggiornata di Viaggiare Sicuri prima di partire e registrate il viaggio su Dove Siamo nel Mondo.