L'isola dell'Asinara e Cala Sabina

Cala Sabina, Isola AsinaraDopo essere stata la sede del noto carcere per oltre 100 anni, l’isola dell’Asinara è stata dichiarata dal 2002 Parco Nazionale. L’isolamento a cui è stata assoggettata per oltre un secolo ha avuto il vantaggio di conservare un ambiente completamente intatto ed incontaminato.

Raggiungibile da Stintino e Porto Torres, l’isola è praticamente disabitata ad esclusione dell’abitato di Cala Oliva. A causa della scarsità di acqua, la vegetazione non è particolarmente rigogliosa  e l’aspetto generale dell’Asinara è arido e collinare, con il promontorio più alto che raggiunge i 408 mt.

L’unico bosco presente sull’isola è quello di lecci a Vallombrosa e sparsa qua e là cresce la macchia mediterranea, dove circolano indisturbati cinghiali, mufloni e cavalli allo stato brado, mentre il cielo sopra l’Asinara è il regno incontrastato di falchi, pernici ed esemplari unici del gabbiano corso.

L’animale simbolo dell’Asinara resta tuttavia il tipico asinello bianco dagli occhi chiari, la cui presenza in questa parte remota della Sardegna si perde nella notte dei tempi.

Cala Sabina

Le coste sono prevalentemente rocciose, soprattutto nella parte occidentale, mentre sul litorale orientale si aprono diverse spiagge con incantevoli calette. Per tutelare l’ambiente naturale incontaminato dell’isola è vietata la balneazione, tranne a Cala Sabina.

Tra le spiagge più belle dell’Asinara, quella di Cala Sabina ha la particolarità di riacquistare  progressivamente l’originario colore rosa, tipico di altre spiagge della Sardegna. La presenza di numerosi gigli selvatici aggiunge ulteriore bellezza alla spiaggia di sabbia fine che si affaccia su un mare sorprendentemente cristallino che varia colore a seconda dell’ora del giorno e ricco di pesci, ideale per le immersioni.

 


Autore: Luciana Cattaneo