La più importante emergenza gessosa della penisola italiana si trova in Romagna

Il “Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola”: 6mila ettari di natura spettacolare tra piante rare, animali  e un susseguirsi di interessanti fenomeni carsici e non solo.

Un ricco calendario di appuntamenti per i mesi di agosto, settembre e ottobre 2010

 

A cavallo fra Romagna ed Emilia, fra le province di Ravenna e Bologna (area imolese), si è costituito il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola”, oltre 6.000 ettari di natura spettacolare all’interno del quale si trova la più importante emergenza gessosa della penisola italiana. L’affioramento del gesso del Miocene si sviluppa per 25 Km, in un susseguirsi di spettacolari rupi e importanti fenomeni carsici, con un vasto sistema di grotte, doline, inghiottitoi e risorgenti.

Il paesaggio vegetale è caldo e arido nei versanti a sud, dove sulle rocce vegetano piante rade e specializzate, tra cui la rara felcetta persiana che ha qui l’unica stazione italiana; dove vi è po’ di suolo si trova la gariga di erbe e arbusti mediterranei come terebinto e alaterno. Verso nord il clima è fresco e umido, con boschi talvolta sostituiti da castagneti; nelle forre incassate vivono specie montane come bucaneve e borsolo e nelle grotte si trova la bella lingua cervina.

Tra le specie animali più interessanti nel Parco dimorano varie specie di pipistrelli, con importanti colonie all’interno nelle grotte, rapaci diurni e notturni che qui nidificano (pecchiaiolo, albanella minore, falco pellegrino e gufo reale), anfibi come il geotritone italico, la salamandra pezzata e l’ululone ventre giallo.

Il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola” rappresenta la meta ideale per trascorrere giornate di vacanza a contatto con una natura incontaminata e alla scoperta di un territorio unico e ancora poco conosciuto, che non mancherà di regalare momenti di pura emozione e relax per quanti lo vorranno “vivere” a piedi, a cavallo o in mountain bike.

 

Il Parco è dotato di 2 centri visita: Ca’ Carné a Brisighella e I Gessi e il Fiume a Tossignano.

Il centro visita Ca’ Carné (telefono 0546.80628) si estende su circa 43 ettari nel comune di Brisighella. Il centro offre numerosi servizi e attrattive per il visitatore: punto informazioni del Parco; museo della fauna della Vena del Gesso; rifugio (telefono 0546.81468) con ristorante, bar e con alcune stanze da letto, per complessivi 30 posti letto; aree pic-nic; capanna Scout (edificio di appoggio per i campi estivi degli Scout o di gruppi organizzati); punto fuoco. Il centro visita Ca’ Carné è energeticamente autonomo ed è stato definito una “vetrina delle fonti rinnovabili”. Tutta l’energia elettrica necessaria, infatti, è fornita da un impianto eolico e da una serie di pannelli fotovoltaici; il riscaldamento è garantito da un impianto termico a legna; le acque ad uso potabile e quelle per i servizi igienici hanno due percorsi differenti per garantire il risparmio idrico.

Il centro visita I Gessi e il Fiume (telefono 0542.628143) si trova nel cuore del paese di Tossignano, nucleo abitato costruito direttamente sulla Vena del Gesso, all’interno del Palazzo Baronale, edificio del XVI secolo con giardino in splendida posizione panoramica sulla Vena, da cui è possibile connettersi alla rete dei percorsi del Parco. Presso il centro si trova un’esposizione sugli aspetti naturalistici della Vena del Gesso ed il Museo della Cultura Materiale, con strumenti legati alle tradizionali attività agricole ed estrattive; le dotazioni del centro sono completate da laboratorio didattico e biblioteca specializzata.

Nella stessa piazza di Tossignano si affaccia l’Ostello dei Gessi (telefono 0542.30558), posto a poche decine di metri dal centro visita, all’interno del cosiddetto Palazzo Pretoriale. E’ dotato di quattro camere con 4-8 posti letto ed è aperto tutto l’anno, ma solo su prenotazione.

 

Gli elementi di interesse all’interno del Parco sono numerosi.

Visitando la Tanaccia si entra nel Parco nel vero senso della parola, esplorando la grotta con la visita speleologica guidata che è possibile prenotare al centro visita Ca’ Carné (telefono 0546.80628 o 339.2407028). La facile escursione speleologica dura circa un’ora e attraversa varie sale, scavate nel gesso dal limpido torrente sotterraneo, mostrando l’incanto delle originali forme carsiche come pendenti, colate stalattitiche e concrezioni mammellonari.

Con i suoi 515 metri di altitudine la vetta di Monte Mauro è la più elevata della Vena del Gesso romagnola ed  è il sito di maggiore interesse naturalistico e paesaggistico del Parco. Le tre cime del monte sono incastonate in un vasto e selvaggio sistema di rupi e di doline, fittamente ricoperte da vegetazione arbustiva e arborea. La maestosa rupe meridionale presenta spettacolari panorami e interessanti popolamenti vegetali rupicoli. Un percorso ad anello di 11 Km (circa 6 ore di cammino) aggira il monte ed interessa l’intero affioramento tra le valli dei Torrenti Sintria e del Senio, in un itinerario che è il più completo e affascinante del Parco e permette di scoprirne tutti gli aspetti salienti.

 

La Riva di San Biagio è il baluardo gessoso più lungo: si sviluppa ininterrotta per oltre 5 Km, da Borgo Rivola a Tossignano. Per apprezzare lo spettacolo delle imponenti bancate di gesso che si ergono dalle colline circostanti si consiglia di percorrere la panoramica Strada della Lavanda, che collega la valle del Senio, poco prima di Casola Valsenio, con la valle del Santerno presso Fontanelice.

 

A Sud della Vena del Gesso, dove comincia la formazione marnoso-arenacea, si estendono gli antichissimi castagneti di Campiuno, con alcuni maestosi esemplari vecchi di secoli. Questi castagneti da frutto costituiscono i boschi con gli alberi più vecchi dell’intero Parco. La visita può partire dal Monticello di Campiuno, facilmente raggiungibile da Tossignano, oppure dalla vallata del Senio, oltrepassando il Monte della Battagliola.

 

Il Museo Geologico all’aperto del Monticino è stato realizzato all’interno di una cava abbandonata, nei pressi di Brisighella, in corrispondenza del colle del Monticino, dove le attività estrattive hanno portato alla luce un prezioso patrimonio geologico e paleontologico. Il percorso di visita, sempre accessibile, parte dal parcheggio posto ai piedi del santuario della Madonna del Monticino, raggiungibile dalla provinciale n. 23 che sale dal vicino paese di Brisighella in direzione di Riolo Terme.

 

La Rocca di Riolo Terme (telefono 0546.71025), antico edificio fortificato della fine del XIV secolo, ospita un centro di documentazione sul castello stesso e sulla sua storia; il mastio ospita la sezione archeologica, con ritrovamenti del periodo che va dall’età del Ferro fino all’epoca Romana; infine, una sezione dedicata al paesaggio dell’Appennino Faentino guida alla scoperta dei calanchi e della Vena del Gesso.

 

Il Giardino delle Erbe Officinali di Casola Valsenio (telefono 0546.73158;) è un giardino botanico che ospita più di 400 specie di piante aromatiche, officinali e selvatiche legate alle rupi di gesso, oltre agli alberi e arbusti dei cosiddetti “frutti dimenticati”.

 

La Casa del Fiume a Borgo Tossignano (telefono 0542.628143‎) è una struttura di fruizione posta sulle rive del Fiume Santerno, tra boschi ripariali, prati e gli ampi bacini di Rineggio. Ospita un punto informazioni sul Parco ed è centro di educazione ambientale, prioritariamente dedicato all’acqua, che organizza numerose attività ecoturistiche e di educazione ambientale. La Casa del Fiume è attrezzata anche come punto di ristoro e ostello (per prenotazioni 0542.30558).

 

Per informazioni turistiche: 0546.71044

 

www.parcovenadelgesso.it


31/05/2010 09:00:00
Autore: Pierluigi Papi - Comunicato stampa

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