Aci Trezza, la magica atmosfera di un tempo

Uno scorcio del nostro viaggio di nozze nella citta dei Malavoglia, il celebre romanzo di Giovanni Verga.
Molte coppie scelgono, per un momento magico come la “luna di miele” delle terre lontane. Io e il mio neo-sposino Giovanni, invece, abbiamo deciso di trascorrerla in una Regione davvero affascinante, la Sicilia. Poiché quello che desideravamo più di ogni altra cosa era immergerci in un contesto rilassante e a diretto contatto con la natura, abbiamo scelto di pernottare e trascorrere parecchie ore ad Aci Trezza, un incantevole Paesino in Provincia di Catania, sulla costa orientale. La preferenza proprio per Aci Trezza è derivata dal fascino per le storie e, soprattutto, per le atmosfere e le ambientazioni del celebre capolavoro di Giovanni Verga, “I Malavoglia”. Il maestro del verismo, in quest’opera, ha saputo rendere al meglio quella che poteva essere la vita di una famiglia di pescatori nei primi del Novecento, tanto legati alle tradizioni e al senso di solidarietà, unione e amore familiare, quanto strettamente dipendenti dagli umori del mare, dove la loro imbarcazione troverà ora la fortuna, ora la morte. Ebbene, grande era la curiosità di visitare quel borgo marinaro, dove si svolgono la maggior parte delle vicende del libro e le cittadine limitrofe, come Aci Castello, caratterizzata da un suggestivo castello a picco sul mare (molto spesso ci sono mostre di prodotti locali, di antichi reperti oppure di conchiglie e crostacei trovati in loco). Ma la vera sorpresa è stata constatare che, in un periodo di afflusso turistico molto basso (almeno per Aci Trezza), come fine Settembre, nelle zone prescelte si possono rivivere sensazioni di pace, di armonia e di profonda simbiosi con il mare. Una sera, in particolare, mentre il sole che tramontava imporporava il cielo, ci siamo seduti su una panchina, nella piazzetta davanti al porto; qui c’erano radunati diversi bambini, con donne e vecchi che, mentre si raccontavano in stretto dialetto siciliano il lento fluire della loro giornata, scrutavano, di tanto in tanto, per vedere se all’orizzonte comparivano i propri uomini. E’ stato un vero “salto nel passato”, poi, visitare sia l’interno che l’esterno della “casa del nespolo”, come era detta l’abitazione dei Malavoglia nel capolavoro del Verga. Fuori c’è ancora il balconcino da cui comunicavano la Mena e Alfio Mosca (due giovani che si innamorano … il mio lato romantico “spunta fuori” anche nella lettura!) l’albero di nespolo. Dentro la casa, che rispecchia le descrizioni del libro, è generalmente allestita una mostra, con visita guidata. Mi sono rimaste impresse le vele, sia originali dell’epoca che rifatte su quello stile, le quali si caratterizzano ognuna per un simbolo: era proprio grazie alla figura dipinta sulla vela che le donne, in trepidante attesa al porto, riuscivano a riconoscere i propri cari, nel romanzo … come nella realtà! Ma Aci Trezza non ci è certo rimasta nel cuor...

Autore: vale78  - Viaggio del 09/2006


















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